Torna il sorriso al bimbo sfregiato da una iena

16 Ottobre 2016

Il piccolo Abrham operato al volto grazie alla onlus Progetto Etiopia del lancianese Rosato

LANCIANO. Ha gli occhi vivaci Abrham, uno sguardo che sembra sorridere sempre, anche se ha conosciuto l’orrore quando aveva cinque o sei anni. La sua storia, piccola e allo stesso tempo enorme, come lo sono tutte le vite dei bambini nati nella parte povera del mondo, racconta di uno straordinario gesto di solidarietà e di una comunità, quella lancianese, che si è stretta attorno a lui e alla sorella più grande, Kelemua.

Abrham e Kelemua sono venuti a Lanciano dall’Etiopia, da un piccolo villaggio a venti chilometri da Addis Abeba. Cosa lega i due ragazzi a Lanciano? Prima di tutto l’amore e l’abnegazione di Angelo Rosato e della sua associazione Progetto Etiopia onlus, e poi il viso di Abrham, sfigurato da una iena che lo ha azzannato dopo aver sbranato un suo compagno di giochi e ferito un’altra quando il bambino era molto piccolo. La onlus lancianese ha preso a cuore la storia di questo ragazzino di circa 11 anni (in Etiopia non c’è l’anagrafe ed è difficile risalire alle età) e ha quindi voluto ridargli il sorriso e la possibilità di parlare, fare le boccacce e masticare come tutti i suoi coetanei. Grazie al sostegno di molti «benefattori» come li chiama Rosato, per la maggior parte di Lanciano, ma anche dal resto d’Italia, Abrham potrà, piano piano, riconquistare il suo posto nella società. Ha subìto con successo un’operazione nonostante qualche difficoltà nel decorso post operatorio, nell’ospedale Sant’Anna di Ferrara grazie ad uno staff di professionisti di prim’ordine: il professore Carlo Riberti, chirurgo plastico e il professor Andrea Franchella, chirurgo pediatrico. Ad ospitare l’intervento e i costi è stata la Regione Emilia Romagna e il suo sistema sanitario. A Lanciano il bambino e sua sorella, che lo ha accompagnato, sono stati ospiti dell’associazione e di una rete di famiglie che hanno fatto a gara per distrarli e occuparsi di loro. I fratelli hanno visto per la prima volta il mare, hanno passeggiato, giocato, sperimentato nuovi cibi e nuovi colori e hanno potuto contare su tre mediatori culturali esperti nella lingua amarica affinché non rimanessero mai isolati. Adesso Abrham è tornato al suo villaggio, ma lo attende, tra qualche mese, una nuova operazione. E la onlus Progetto Etiopia non lo lascerà: «Sosterremo i suoi studi e quelli della sorella, il nostro impegno non si esaurisce qui», commenta Rosato.

Daria De Laurentiis

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