Torna lo sciopero alla Lazzaroni Gli operai: astensione a oltranza

Pretoro. Sit-in davanti ai cancelli della fabbrica dolciaria contro il trasferimento a Isola del Gran Sasso Chiesto al vicepresidente della Regione, Lolli, un nuovo incontro con il titolare dello stabilimento
PRETORO. Tornano in sciopero i lavoratori della dolciaria Lazzaroni di Pretoro: questa volta gli operai pensano, congiuntamente al sindacato, di procedere a oltranza nella protesta fino a quando l’azienda non aprirà un dialogo con essi. Tra non molto i lavoratori saranno trasferiti nello stabilimento di Isola del Gran Sasso, dove i titolari hanno deciso di puntare per il prosieguo dell’attività produttiva. Alla protesta di ieri hanno aderito anche alcuni Comuni del comprensorio: quello di Roccamontepiano era presente con il gonfalone e con il vicesindaco, Dario Marinelli.
«Abbiamo chiesto un nuovo incontro al vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli», dice Ada Sinimberghi, segretaria provinciale Flai-Cgil, «affinché si possa aprire un dialogo con i titolari dell’azienda. Ringraziamo i Comuni del comprensorio per la solidarietà che ci hanno espresso. Noi non vogliamo che le maestranze dello stabilimento di Pretoro vengano trasferite a Isola del Gran Sasso. Qui è nata questa fabbrica dolciaria e qui deve restare. C’è gente che ha dato l’anima per questa azienda e adesso viene ripagata con lo stabilimento che chiude. È gente che ha dignità e che va rispettata. Molte sono le donne lavoratrici con famiglie e monoreddito: le vedreste a fare 260 chilometri al giorno per andare a Isola e tornare a casa? Siamo all’assurdo».
L’azienda Lazzaroni è sana e soprattutto in crescita. Investirà 30 milioni di euro a Isola, ricevendo anche 4 milioni di euro da Invitalia e 300mila euro dalla Regione.
«Il Comune di Roccamontepiano è al fianco dei lavoratori, molti dei quali risiedono nel nostro paese», dice il sindaco Adamo Carulli, «siamo determinati quantomeno a fare in modo che il titolare scenda a compromessi, concedendo quantomeno gli indennizzi ai lavoratori che resteranno a piedi. Stupisce come l’azienda dallo scorso aprile si sia trincerata dietro una decisione assunta in maniera unilaterale, senza il coinvolgimento del sindacato, né delle istituzioni: rischiamo così di essere testimoni di un ulteriore impoverimento del territorio. Se l’azienda in questi anni è cresciuta», sottolinea Carulli, «lo deve ai propri lavoratori che, rinunciando anche alle rivendicazioni salariali e a molti diritti rischiano ora di essere beffati per essere rimasti in silenzio per molti anni proprio per il bene dell’attività che è nata e cresciuta a Pretoro».
La Flai-Cgil stigmatizza anche come la Lazzaroni, nonostante il problema della chiusura dello stabilimento di Pretori, sia lo sponsor di un Open di tennis a Chieti.
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