Torna lo sparo di mezzogiorno dopo 3 anni

Niente più esplosivo per motivi di costi e di sicurezza: sulla torre civica arriva un impianto sonoro
LANCIANO. La città ha di nuovo lo sparo di mezzogiorno. Dopo tre anni di silenzio ieri, a seguito dei rintocchi delle 12 dell’orologio della torre civica, è tornato il “botto” più caro ai lancianesi. Ma a questo non è seguita la nuvoletta di fumo. È infatti andata in pensione la colubrina data dall’arsenale di Venezia nel 1981, in sostituzione del cannoncino che sparava dal 1867. Al suo posto, ora c’è un impianto sonoro: lo sparo è registrato.
«Oggi restituiamo un simbolo, una tradizione cara alla città», spiega l’assessore ai Lavori pubblici Giacinto Verna, «lo sparo non è quello consueto provocato dalla polvere pirica, ma un suono preregistrato, che cercheremo anche di migliorare nei prossimi giorni. Rinunciare al cannoncino è stata una scelta obbligata per motivi di sicurezza, burocratici, per evitare polvere da sparo, fuochini, autorizzazioni varie e costi (circa 25.000 euro annui). L’idea dell’impianto sonoro è dell’ufficio tecnico». Inizialmente l’ufficio aveva pensato ad un sistema ad aria compressa, ma restavano i problemi legati alla sicurezza e ai permessi. Così si è optato per l’inserimento di un impianto sonoro. «C’è un diffusore omnidirezionale, che propaga il suono a 360 gradi e che è stato programmato in modo da assicurare automaticamente lo sparo allo scoccare del mezzogiorno», riprende Verna, «è stato portato avanti un delicato lavoro di studio per riprodurre un effetto sonoro efficace e credibile. Ad aiutare l’ufficio, gratuitamente, la ditta Venditti. Angelo Venditti ha fatto studi nella cavea Lanci sullo sparo, per riprodurre i suoni. Ha registrato più spari, con diverse grammature. Sono almeno 3 i suoni ricavati che proveremo in questi giorni. L’importante era restituire un simbolo alla città, e ci siamo riusciti». Uno sparo che riprende dopo i lavori di riparazione dell’orologio e delle campane della Torre Civica, interventi realizzati dalla ditta Aeris Elettronica srl di Colonnella già a fine dicembre. L’orologio infatti si era fermato il 24 agosto, dopo che era stato colpito da un fulmine che provocò ingenti danni al quadro di controllo, agli ingranaggi e ai meccanismi dell’orologio. È stato quindi necessario ripararlo e, nell'ambito di questi lavori, la ditta ha installato il nuovo meccanismo sonoro e automatico per lo sparo di mezzodì. (t.d.r.)

