Torna lo sparo sulla torre civica: il suono registrato non piace più

Il sindaco al lavoro per ripristinare il “botto” giornaliero delle 12 con uno studio del fuochista Lanci Scoperto un problema alla campana della Curia, ma i tecnici garantiscono: «Nessun rischio caduta»
LANCIANO. “Bbòmme, bbande e campàne, écche Làngiane!” È il detto che descrive la città e in questi giorni le bombe - non delle Feste di settembre ma dello sparo di mezzogiorno - e le campane della torre civica, sono osservate speciali da parte di Comune e Curia. Sullo sparo di mezzodì, che dal 3 febbraio 2021 si ascolta come suono registrato e propagato da un altoparlante e che non piace a molti lancianesi, lavora il sindaco Filippo Paolini che ha coinvolto in uno studio anche Marco Lanci, noto pirotecnico, per farlo tornare alle origini. Le campane invece, sono state visionate dai tecnici del Comune dopo la segnalazione dell’Associazione campanari d’Abruzzo per problemi al battaglio della campana che si affaccia sul Diocleziano che va sistemata. Un compito che però spetta alla Curia, che si è attivata per la manutenzione.
LO SPARORipristinare lo sparo di mezzogiorno: è uno degli obiettivi su cui sta lavorando l’amministrazione comunale e uno dei temi trattati anche in campagna elettorale. Da quasi due anni, dopo i rintocchi delle 12 dell’orologio della Torre civica, lo sparo è tornato ma non è quello ”originale”, che avveniva dalla colubrina data dall’arsenale di Venezia nel 1981 in sostituzione del cannoncino che sparava dal 1867, ma uno sparo registrato. Un suono che non piace al sindaco ma anche a tanti lancianesi che chiedono un ritorno alle origini. «La storia dello sparo è antica», ricorda Paolini, «è una tradizione che si tramanda da generazioni, è parte della storia cittadina, della identità locale. Nel 1867 si è legato al mezzogiorno: era infatti in riparazione l’orologio della piazza e si pensò di avvisare i cittadini del mezzodì con uno sparo dal cannone che era sulla Torre civica. Da allora la tradizione si è consolidata. Dopo alcuni problemi, la vecchia giunta però ha sostituito lo sparo con un suono registrato che proprio non va. Ho chiesto aiuto a Marco Lanci, la cui ditta da 4 generazioni si occupa di pirotecnica, per capire se si può tornare a sparare, i costi, se può farlo visto che serve il patentino da fuochino per maneggiare la polvere da sparo e bisogna salire sulla torre. Avevo interessato della questione anche l’ex prefetto Armando Forgione». Questo perché serve anche un parere degli artificieri di Chieti. «Tutto sarebbe fatto in sicurezza», assicura il sindaco.
LE CAMPANEE in cima alla Torre civica non per la colubrina, ma per una verifica sulle campane, sono saliti i tecnici del Comune. Nei giorni scorsi infatti l’Associazione campanari d’Abruzzo ha segnalato al Comune dei problemi sulla campana che ridà sul lato del Diocleziano. «Durante la Squilla», spiegano dall’associazione che in due anni di attività ha ridato vita alle campane di tre campanili a Castel Frentano, «alcuni nostri ragazzi hanno notato che il battaglio della campana destra non colpisce il punto preciso di battuta, ma “spatola”, striscia, minacciando un distaccamento con conseguente caduta a terra lungo la circonferenza della corona. Anche le altre due a ogni modo avrebbero bisogno di una revisione generale e abbiamo fatto una segnalazione al Comune». Che si è attivato con l’assessore ai lavori pubblici Paolo Bomba e l’ingegnere Fausto Boccabella. «Abbiamo fatto un sopralluogo», spiega Bomba, «e verificato che in effetti alcuni problemi la campana destra li ha: il battaglio striscia e il cavo di sicurezza è arrugginito e va sostituito. Ma non ci sono problemi, né rischi di caduta. Abbiamo interessato la Curia perché delle tre campane sulla torre due sono manutenute dalla Curia e una, quella dell’orologio, è del Comune». Curia che si è già attivata per le verifiche.
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