Tornano a scuola 9mila studenti: «Bello ritrovarci tutti in classe»

La gioia dei ragazzi al rientro negli istituti: «Ma indossare le mascherine per tante ore non è facile» Molti di loro sono vaccinati: «Giusto farlo per senso civico». E a ottobre arriva l’esercito alle superiori
CHIETI . Tornano in classe i 9mila studenti delle scuole teatine e per tanti scoppia la gioia di ritrovarsi tutti insieme in classe dopo i lunghi mesi della didattica a distanza. In classe ci sono le odiate mascherine e bisogna mantenere le distanze, ma fuori sembra essere tutta un’altra cosa: le stesse mascherine si abbassano e gli abbracci si moltiplicano. Molti ragazzi, soprattutto i più grandi, sono già vaccinati. La Asl stima che il 63% degli studenti dai 12 anni in su della provincia di Chieti ha già ricevuto almeno la prima dose di vaccino. E a ottobre arriverà un’equipe dell’Esercito in tutte le scuole superiori della città per vaccinare i ragazzi. «Io sì, ho fatto il vaccino», dice Cristian Seccia, studente del Galiani-De Sterlich, «ho paura comunque che i contagi ripartano». L’incubo del tornare di nuovi chiusi dentro casa è ben presente per tutti. «È bello rivedere tutti gli amici di classe», dice Mattia D’Addario, studente dell’Itis Luigi di Savoia, «io mi sono vaccinato, non solo per me stesso, ma anche e soprattutto per tutelare gli altri».
Al Savoia, però, nel primo giorno di scuola c’è un velo di tristezza: la notizia dell’improvvisa scomparsa del vicepreside Luca Zappalorto ha sconvolto molti. E ha fatto subito il giro della città, portando il lutto in tutto il mondo della didattica teatina. Zappalorto, infatti, era molto conosciuto tra i professori delle scuole superiori della città. Intanto al liceo classico Vico, molti studenti festeggiano il ritorno nella sede storica in corso Marrucino: «L’anno scorso la nostra classe è stata spostata nella sede della scuola media De Lollis», dicono Francesca D’Ettorre e Giorgia Zuccarini, al quinto anno della sezione D del Vico, «siamo molto contente di essere di nuovo qui. Perché qui c’è quel senso di comunità che nella sede della scuola media avevamo perso». A causa delle norme anti Covid, il liceo classico, non avendo spazi sufficienti, ha dovuto chiedere aiuto all’istituto comprensivo 1 che ha messo a disposizione del liceo diverse aule, sia alla De Lollis che alla Sant’Andrea. Quest’anno, avendo recuperato nuovi spazi, il liceo Vico è riuscito a far tornare nella storica sede di corso Marrucino molte delle classi, lasciandone solo quattro alla De Lollis.
Anche le liceali Giada Galliani e Sofia Centobene sono tornate nella sede di corso Marrucino: «Ritornare alla normalità è molto bello, anche se è un po’ strano, dopo tutto quello che è successo», dicono le due studentesse, entrambe vaccinate, una per «senso civico» e l’altra perché «altrimenti non potevamo fare più nulla». Quello che resta ancora molto pesante per tutti gli studenti è la mascherina: «Da noi», dicono le liceali, «dobbiamo indossarla per sei, sette ore al giorno, visto che noi abbiamo la settimana corta, con il sabato libero». All’istituto professionale Pomilio di Chieti Scalo il primo giorno di scuola sembra quasi una festa. L’istituto dà ospitalità anche ad alcune classi dell’Itis Luigi Di Savoia. Alessandro Iezzi, diplomatosi all’Itis l’anno prima, si è presentato all’uscita «per salutare gli amici. La scuola è molto pesante, sono venuto per fare gli in bocca al lupo. Io, invece, sto per iniziare a lavorare». Anche Gianmarco Marrone, studente di elettrotecnica all’Itis, spera «di poter finire subito la scuola e iniziare a lavorare. Mi piacerebbe fare il giornalista e non continuare nel settore dell’elettrotecnica».
Dei 9mila studenti nelle scuole teatine, circa la metà si sposta con mezzi pubblici. Per loro sono stati potenziati i mezzi di trasporto, dopo i tavoli istituzionali sui trasporti con il prefetto Armando Forgione.
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