Torri Montanare inagibili «È tutto fermo da 24 anni»

3 Luglio 2017

Nel 1993 il concerto del maestro Renzetti traslocò in piazza Plebiscito tra i disagi La storia si ripete: la Filarmonica Rossini suona al Fenaroli coi condizionatori rotti

LANCIANO. Successo per il concerto di apertura della 46ª Estate Musicale Frentana. Come previsto la prestigiosa bacchetta del maestro Donato Renzetti ha diretto al meglio la grande Filarmonica Gioachino Rossini di Pesaro, per il concerto “Rossini in viaggio”. Un’apertura da applausi, ma dietro la quale si nascondono disagi enormi. Non solo economici, visti i tagli ingenti ai fondi che di per sé hanno messo in ginocchio una rassegna longeva e prestigiosa come l’Emf, ma anche logistici. Prima la chiusura di piazza D’Armi delle Torri montanare che non può ospitare eventi che superino le 100 persone per motivi di sicurezza, poi lo spostamento a largo Dell’Appello. Quindi il trasloco anche da questa location, (ma il palco è stato montato e vi resterà fino al 10 agosto) per via delle incerte condizioni meteo, al teatro Fenaroli dove manca l’aria condizionata e la “sauna” è assicurata. Un valzer estenuante. Il tutto perché non si è mai affrontato il problema dell’agibilità delle Torri. La circolare ministeriale dopo i fatti di Torino ha inasprito le regole e le misure di sicurezza, ma la questione è antica. Era il 23 agosto 1993: a dirigere l’orchestra per il concerto di chiusura dell’Emf c’era proprio Donato Renzetti. Cosa accadde? Le Torri furono dichiarate inagibili e il concerto si dovette spostare in piazza Plebiscito, dove i giornali registrarono problemi, anche di acustica, e l’addio di Renzetti. Ricorsi storici, solo che questa volta lo stop arriva all’inizio dei concerti con l’aggravante che sono passati ben 24 anni e il problema non è stato risolto. «Sono tornato per aiutare questa eccellenza quarantennale tutta lancianese», ha detto Renzetti a fine concerto, «e spero di riuscirci perché far morire questa istituzione sarebbe davvero un delitto». Servono fondi e ora anche luoghi sicuri. Per le Torri le soluzioni al vaglio del Comune sono due: una scala removibile in ferro da mettere verso via Paul Harris, oppure la realizzazione di un’uscita dalla parte posteriore del palco, nello spazio tra le mura e l’ex carcere verso via Finamore. «La soluzione definitiva per gli spettacoli all’aperto è usare l’ex ippodromo», sostiene invece Vittorio Renzetti, ex dirigente comunale che nel ’93 ricorda il trasloco dell’ultim’ora in piazza, «tra gradoni e pista c’è uno spazio di 5.500 metri quadrati in cui possono stare oltre 5mila persone». Lo studio di Renzetti ha elaborato e consegnato nel 2015, ai lavori pubblici, un progetto per la realizzazione dell’area spettacoli all’aperto nell’ippodromo. Per ora il Comune ha consegnato il 1° lotto dei lavori per la demolizione della vecchia gradinata, non agibile dal 2012, e la ricostruzione con 2.400 posti a sedere. «Abbiamo consegnato i lavori alla Impresalv srl di Agrigento per 300.000 euro», annuncia il sindaco, «partiranno questa settimana dall’ingresso dell’ippodromo, per poi andare verso gli spogliatoi. Speriamo di riuscire ad aprire una parte per le Feste di Settembre». Altrimenti c’è aria di trasloco anche per le feste patronali.
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