Torto sfida i giudici Romandini e Iachini

19 Gennaio 2016

CAMPOBASSO. Il Gip di Campobasso Libera Maria Rinaldi ha disposto la restituzione degli atti per nuove indagini al pm in merito alla denuncia per abuso d'ufficio di un cittadino abruzzese nei...

CAMPOBASSO. Il Gip di Campobasso Libera Maria Rinaldi ha disposto la restituzione degli atti per nuove indagini al pm in merito alla denuncia per abuso d'ufficio di un cittadino abruzzese nei confronti del giudice Camillo Romandini, già presidente del collegio in Corte d'Assise a Chieti del processo per la mega discarica dei veleni di Bussi sul Tirino.

«Il Pm non ha svolto le indagini sulla violazione dell'obbligo di astensione dei magistrati Alberto Iachini e Camillo Romandini limitandosi a considerare la denuncia una doglianza avverso l'emanazione di un provvedimento di rigetto laddove va approfondito il punto relativo alla possibilità che i due magistrati avevano di emanare quella ordinanza di rigetto», scrive il gip nel provvedimento, rigettando il proscioglimento richiesto a suo tempo dal pm molisano.

Il giudice Camillo Romandini è stato il presidente della Corte d'Assise di Chieti che nel dicembre 2014 ha emesso la sentenza sul caso Bussi, assolvendo gli imputati dal delitto di avvelenamento doloso delle acque e prescrivendo per disastro colposo.

La prosecuzione delle indagini per abuso d'ufficio, che non riguarda il caso Bussi, nasce invece da una citazione in giudizio da parte del cittadino di Rapino Lorenzo Torto nei confronti del sindaco Rocco Micucci, ex presidente della Fira, Finanziaria regionale d'Abruzzo. Torto ha chiesto nel 2014 al Tribunale collegiale di Chieti, presieduto da Romandini, di verificare se la candidatura a sindaco di Micucci nel comune di Rapino fosse in conflitto con la sua carica di presidente della Finanziaria Regionale. Il collegio ha respinto i dubbi di Torto e al termine dell'udienza ha condannato Torto a spese legali per 8 mila euro a favore del legale di Micucci, Manuel De Monte, nominato successivamente alla presidenza della Abruzzo Sviluppo, società in house della Regione.

Ma secondo Torto i due giudici avrebbero avuto rapporti di interesse o collegamenti all'interno della stessa Fira. Ora il pm deve indagare su questo conflitto di interessi, così ha deciso il Gip di Campobasso.