Tovaglie scrollate dal balcone, finisce sotto accusa per stalking

Una donna fa cadere avanzi di cibo e peli sulla merce esposta dal fruttivendolo del piano di sotto Il negoziante la denuncia: «Dice ai clienti di non comprare da me». Il caso arriva davanti al giudice
CHIETI. Scrollava dal balcone tappeti, coperte, lenzuola e tovaglie facendo cadere avanzi di cibo e peli di animali sulla merce esposta dal fruttivendolo del piano di sotto. Una donna di 45 anni rischia di finire sotto processo con l’accusa di atti persecutori. Ma stavolta non c’entrano ripicche fra ex coniugi o amori non ricambiati.
L’ultima vicenda arrivata davanti al giudice Luca De Ninis conferma che sono sempre più frequenti i casi di stalking condominiale. Rumori molesti, controversie tra vicini ai ferri corti per il bambino del piano di sopra che gioca e disturba o per le foglie degli alberi altrui che sporcano il proprio giardino: basta poco, pochissimo per litigare nei palazzi. E spesso i dissidi arrivano nelle aule di tribunale. Come è accaduto per il fruttivendolo del centro storico di Chieti che, ormai stanco per il comportamento di una vicina, ha deciso di presentare una denuncia in questura.
La querela è stata formalizzata nel settembre del 2019. «Finora», ha raccontato davanti ai poliziotti della seconda sezione della squadra mobile, «non avevo mai avuto problemi nella gestione del mio negozio. Ma, da circa un anno, una signora che vive in un appartamento al piano superiore della mia attività ha cominciato ad avere comportamenti molesti sia nei miei confronti che verso mia moglie. In particolare, in più occasioni, si è messa a sbattere dal balcone tappeti, lenzuola e coperte facendo cadere sugli alimenti polvere, residui di cibo e peli di animali. Per questi episodi alcuni clienti ci hanno rimproverato facendo presente che non avrebbero più acquistato la merce esposta perché sporca. In una circostanza, senza farsi vedere, ha letteralmente fatto la doccia a un cliente buttandogli addosso dell’acqua contenuta probabilmente in un bicchiere». E non è finita qui: «Dopo che l’ho rimproverata per questi atteggiamenti», prosegue il fruttivendolo, «lo scenario è di fatto peggiorato. Oltre a continuare a buttare qualsiasi cosa dal balcone, senza minimamente curarsi delle persone che si trovano sotto, sempre affacciata dal balcone invita clienti e semplici passanti a non fare acquisti nel nostro negozio perché abbiamo merce rovinata, marcia e puzzolente. Denigra il nostro lavoro non solo mentre si trova nel suo appartamento, ma anche scendendo in strada. Ha rivolto frasi ingiuriose anche nei confronti di nostri familiari, pure alla presenza di terze persone». I dispetti della vicina, stando a quanto denunciato dal negoziante, sono diventati un vero e proprio incubo. «Si tratta di episodi quotidiani. Anche dopo l’intervento della polizia la situazione non è mutata».
Gli agenti hanno preso a verbale diversi commercianti della zona, che hanno confermato lo strano atteggiamento della donna, che avrebbe riservato anche ad altri la stessa “attenzione” data al fruttivendolo. Sono stati ascoltati pure alcuni clienti e vicini di casa che l’hanno vista mentre gettava acqua dal balcone oppure fotografava senza un motivo, quasi a mo’ di sfida, chi entrava nel negozio.
A quel punto il sostituto procuratore Marika Ponziani ha deciso di contestare alla 45enne, assistita dall’avvocato Antonello Remigio, il reato di stalking: l’indagata, con il suo atteggiamento, avrebbe infatti causato al fruttivendolo «un perdurante stato d’ansia». L’udienza preliminare è stata rinviata a settembre, quando si saprà se la donna dovrà affrontare il processo.
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