Tra buche e “Stop” sbiaditi Ecco la città che non va

Davanti al policlinico la segnaletica orizzontale completamente cancellata In via del Frantoio ricompaiono i crateri sull’asfalto, ecco le fotografie
CHIETI. Strisce pedonali che scompaiono e buche che, invece, non ne vogliono sapere di sparire e riappaiono anche dopo che sono state tappate. Evanescenti le prime, insieme al resto della segnaletica orizzontale all’ingresso dell’ospedale di Colle dell’Ara; pervicaci le seconde disseminate sulle strade scaline, anche laddove ci sono stati i lungamente attesi interventi di risistemazione. Meglio di un numero di magia del Theate Magic Summer, la segnaletica orizzontale del policlinico c’è e non c’è. Di uno stop all’uscita principale dell’ospedale è rimasto a mala pena una “P”, delle frecce direzionali a terra c’è poco o nulla e poi ci sono strisce pedonali fantasma sia fuori che dentro il perimetro dell’ospedale.
Gli utenti abituali del policlinico vanno un po’ a memoria, circa indicazioni, obblighi e divieti. Altra cosa è la situazione per chi è costretto a recarsi per la prima volta in ospedale o per chi è di passaggio in via dei Vestini. Strada che continua ad essere pattugliata dai vigili urbani, una presenza che ha messo fine alla sosta selvaggia ma che su questo problema non è riuscita a far sì che eventuali segnalazioni arrivassero a buon fine. A segnalare il problema è la signora Rosaria Odorisio: «Strisce pedonali intuibili ormai solo da chi conosce bene il percorso sia dentro che fuori la struttura. Stesso destino per la scritta “stop” all’uscita dell'ospedale», lamenta la signora, che tira in ballo anche la politica, chiamando in causa i consiglieri comunali che lavorano in ospedale che, però, pare «non si accorgano di quanto sia pericolosa per i cittadini questa situazione».
«Mi auguro che qualcuno si dia da fare al più presto», conclude, «prima che succeda qualcosa di grave che potrebbe pesare molto sulla coscienza di chi è distratto pur percependo gettoni di presenza pagati dai cittadini».
In via del Frantoio, invece, ritorna il problema delle buche. La strada, che si imbocca da via Amiterno salendo verso la collina, è stata chiusa al transito per circa un anno in alcuni tratti a causa di profonde voragini che non ci si decideva a chiudere. I residenti, una cinquantina di famiglie, avevano a lungo chiesto l’intervento del Comune, finché, finalmente, le buche, segno di evidentissimi dissesti di natura idrogeologica sotto la carreggiata stradale, sono state richiuse. Ma a distanza di qualche mese hanno iniziato a riapparire.
In corrispondenza della voragine più grande, si nota già un nuovo avvallamento e una piccola buca si è già aperta sull’asfalto nuovo. Un altro cratere, invece, si è aperto poco più a valle. Si trova proprio in corrispondenza di una curva ed è quindi poco visibile e molto pericoloso soprattutto per le due ruote. A segnalare la situazione è uno dei residenti più agguerriti, il signor Antonino Facciolà che fa presente come, «evidentemente i lavori di ristrutturazione non sono stati fatti andando a cercare la causa dei dissesti. E così, alle prime piogge, torneranno anche le buche». Facciolà lamenta anche le condizioni generali della strada, quasi impercorribile, sia a causa del manto stradale fortemente dissestato che dell’ampiezza della carreggiata che, in alcuni punti, non permette il passaggio simultaneo di due auto che si incontrano.
Le buche riappaiono anche al centro di Chieti Scalo. Tutti gli innesti di via Vasto, via Scaraviglia e via Avezzano su via Ortona ne hanno una in bella vista e un cratere si è aperto anche in corrispondenza della rotatoria appena realizzata tra via Ortona e viale Abruzzo. Questa è la città reale.

