Tradito dal braccialetto elettronico: stalker arrestato vicino a casa della ex

Nei guai un operaio di 36 anni che vive a Chieti, bloccato prima che potesse raggiungere l’abitazione della donna Aveva l’obbligo di rimanere lontano da lei dopo le intimidazioni con frasi inquietanti: «Ti ammazzo, poi mi suicidio»
ORTONA. Lo ha tradito il braccialetto elettronico. R.D.T., operaio di 36 anni che vive a Chieti, già finito nei guai per atti persecutori nei confronti della ex compagna, da lui insultata e minacciata di morte in ogni modo, è stato arrestato dai carabinieri perché ha violato il provvedimento del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla donna di 41 anni. I militari della stazione di Ortona e del nucleo operativo e radiomobile lo hanno bloccato in strada, nei pressi dell’abitazione di lei. Un intervento che ha evitato conseguenze che avrebbero potuto essere anche gravi. In più occasioni, infatti, l’indagato aveva terrorizzato l’ex fidanzata evocando il tragico cliché di stragi familiari più e meno recenti rimaste impresse nell’immaginario collettivo: «Ti ammazzo, ti faccio andare a finire vicino a tuo padre, poi mi suicido», erano state le sue parole.
L’ALLARME
Sabato pomeriggio l’allarme generato dal mancato rispetto della prescrizione decisa dal giudice, che lo scorso 19 febbraio aveva ordinato l’applicazione del dispositivo anti-stalker, ha attivato la centrale operativa dei carabinieri. A quel punto sono partite immediatamente le ricerche e le pattuglie dell’Arma sono piombate sul posto.
L’ARRESTO
Il trentaseienne è stato rintracciato dai carabinieri prima che potesse raggiungere la casa in cui vive la vittima. Per lui, dunque, sono scattate le manette: in attesa dell’udienza di convalida, su disposizione del sostituto procuratore Giuseppe Falasca, si trova ai domiciliari nella sua abitazione di Chieti. Per la sola violazione di sabato sera, l’indagato rischia da sei mesi a tre anni e mezzo di reclusione.
LA RAFFICA DI MINACCE
Il divieto di avvicinamento alla ex è stato disposto poco più di due mesi fa dal giudice Andrea Di Berardino dopo un’inquietante escalation di intimidazioni. Il trentaseienne, infatti, l’ha pedinata, si è presentato a casa sua nel cuore della notte, l’ha infastidita sul posto di lavoro. La vittima si è rivolta ai carabinieri nel momento in cui l’uomo, non accettando la fine della relazione, ha iniziato a renderle la vita impossibile. Non si è fermato alle molestie telefoniche, rendendosi protagonista di veri e propri blitz notturni nell’abitazione della donna, con annesse citofonate e grida che hanno destabilizzato anche la madre della quarantunenne.
LE PERSECUZIONI VIA CHAT
La vittima non era più libera neppure di uscire con un amico, perché R.D.T. la tempestava di telefonate, messaggi e audio minatori e profondamente offensivi. Un quadro allarmante che l’ha spinta a rivolgersi ai medici del pronto soccorso, dove è stato certificato il suo stato d’ansia. Il clima ostile ha infatti costretto la quarantunenne a vivere nel timore per la propria incolumità e per quella della madre, obbligandola di fatto a cambiare abitudini, anche nella paura di ritrovarsi di fronte l’ex.
LA DIFESA
L’uomo, difeso dall’avvocato Carlo Flacco, stamattina comparirà davanti al tribunale di Chieti: potrà decidere di respingere le accuse, fornendo al giudice la sua versione dei fatti, oppure di avvalersi della facoltà di non rispondere.
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