Traffico di droga dai Balcani Dal giudice 31 imputati

VASTO. “Operazione Esmeralda”. La maxi operazione anti droga approda in tribunale. Sono trentuno gli imputati che oggi compariranno davanti al gup dell’Aquila, Romano Gargarella, con l’accusa di...
VASTO. “Operazione Esmeralda”. La maxi operazione anti droga approda in tribunale. Sono trentuno gli imputati che oggi compariranno davanti al gup dell’Aquila, Romano Gargarella, con l’accusa di associazione a delinquere mirata allo spaccio di sostanze stupefacenti in tutto l’Abruzzo. Secondo la Dia dell’Aquila a reggere le fila della presunta organizzazione sarebbero stati Carmine Bevilacqua, 39 anni, e Lucia Sauchella, 37anni di Vasto. Nell’elenco degli indagati compaiono diversi minori la cui posizione è al vaglio dei giudici del tribunale per i minori dell’Aquila.
L’organizzazione, secondo i carabinieri, era dedita al traffico della droga importata dai Balcani. Le misure cautelari scattarono nel 2011 su disposizione del gip presso il tribunale dll’Aquila e su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Le indagini sono andate avanti da febbraio 2010 ad aprile 2011 e complessivamente gli indagati sono 31, di cui 18 arrestati in flagranza di reato.
L’operazione, che ha visto la partecipazione di 250 carabinieri, è stata disposta dal gip Marco Billi su richiesta del pm Antonietta Picardi. È stata denominata Esmeralda, dal nome della nomade del gobbo di Notre Dame.
Carmine Bevilacqua e Lucia Sauchella, bloccati a luglio del 2010 mentre tentavano di stoccare oltre dieci chili tra eroina e cocaina nella villa faraonica di loro proprietà a Vasto (la lussuosa dimora intestata ai figli è stata confiscata e fra un mese è in programma l’udienza in Cassazione), avvalendosi dell’aiuto dei figli minorenni. Per i carabinieri, coordinati dal colonnello Marcello Galanzi, c’erano vari rami, a livello territoriale, dell’organizzazione. I libri mastri sono stati trovati a casa di Carmine Bevilacqua: due quaderni sui quali venivano appuntati in maniera cifrata quantità di droga, nominativi e somme da riscuotere e il giro di affari che si desume da questi appunti sarebbe stato di qualche milione di euro. Gli avvocati difensori Giovanni Cerella e Raffaele Giacomucci chiedono che della vicenda debba occuparsi il tribunale di Vasto. (p.c.)
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