Trasferita la preside D’Angelo I genitori: ci ripensi, non cambi

19 Agosto 2019

CHIETI. «Sono madre di tre figli, alunni dell’Istituto comprensivo 1, e ho potuto sperimentare quanto, in ogni ambito lavorativo, siano le persone a fare la differenza. E Serafina D’Angelo ha fatto...

CHIETI. «Sono madre di tre figli, alunni dell’Istituto comprensivo 1, e ho potuto sperimentare quanto, in ogni ambito lavorativo, siano le persone a fare la differenza. E Serafina D’Angelo ha fatto la differenza». È quanto si legge in una lettera che i genitori degli alunni del comprensivo 1 hanno inviato alla preside non appena hanno scoperto che da settembre sarà trasferita altrove. Rinnovandole testimonianze di stima e gratitudine, i genitori le chiedono di cambiare idea e di restare. Perché «la città di Chieti», continua la lettera, «perdendo la professoressa D’Angelo, sta perdendo l’opportunità di fare la differenza nell’ambito scolastico, civile e umano. Perché i bambini di oggi sono gli adulti di domani». Nella lettera i genitori hanno ripercorso tutte le innovazioni introdotte dalla preside: dalla scuola senza zaino, sperimentazione del comprensivo 1 e oggi progetto nazionale, alle classi bilingue, al post scuola, all’indirizzo digitale, alla valorizzazione delle discipline artistiche, all’indirizzo musicale della “Chiarini”, al gemellaggio musicale con una scuola di Francoforte.
«Mi sono sempre chiesta», continua la testimonianza della mamma nella lettera dei genitori, «dove prendesse le energie per lavorare così assiduamente e in modo così appassionato. La vedevo aggirarsi per i corridoi a cercare gli sguardi dei ragazzi. Li salutava con affetto, senza quel distacco che forse avrebbe potuto richiedere il suo ruolo. Amava i suoi alunni, ne conosceva i volti e i nomi. Anche di fronte alle difficoltà e alle inevitabili opposizioni alle innovazioni proposte, ha sempre trovato il modo di promuovere il cambiamento e trasformarlo da rinuncia, com’era percepito da alcuni, in opportunità. Questo è ciò di cui ha bisogno la scuola italiana oggi. Alcune volte chi si sporca le mani e sogna forte può diventare una persona scomoda. Anche don Milani era una persona scomoda. Sono scomodi tutti quelli che denunciano qualcosa che non va e vogliono cambiare il sistema. Sono le persone a fare la differenza: non i sistemi, non le regole, non la burocrazia».