Travolta dalla neve caduta del tetto

4 Febbraio 2017

Sommersa fino al viso, 40enne liberata da un dipendente comunale: «Ho pensato alle vittime di Rigopiano»

SCHIAVI D’ABRUZZO. È viva grazie all’intervento immediato di un dipendente comunale. Graziella Zanna, 40 anni, è tuttavia ancora scioccata per quello che le è accaduto. Mentre dialogava con un’amica nel centro storico del paese, la donna è stata sommersa da una enorme massa di neve che le è piombata addosso. «Mentre ero bloccata dalla montagna di neve che mi lasciava fuori solo gli occhi ho pensato alle vittime della valanga nell’hotel di Rigopiano. È stata una sensazione terribile essere imprigionata dalla neve», racconta Graziella Zanna. «È successo tutto all’improvviso», continua la donna, «non mi sono accorta di nulla, non ho avuto la percezione del pericolo». Il tetto della casa davanti alla quale si stava intrattenendo a parlare con l’amica era ricoperto di neve. All’apparenza la coltre era innocua. Il rialzo improvviso delle temperature ha, invece, provocato lo scioglimento di uno strato di neve che ha fatto scivolare il resto dell’ammasso di ghiaccio sulla strada. «Un bambino al posto mio sarebbe morto. Io ho sentito all’improvviso un colpo alla schiena e agli arti. Ho riaperto gli occhi ed ho capito di essere sommersa. Non potevo muovermi. In quel momento è arrivato Marcello Di Carlo, dipendente comunale. Mentre cercava di liberarmi il viso, dal tetto si è staccato un altro blocco di neve. Marcello allora si è messo sopra di me impedendo alla neve di coprire anche il mio viso».

L’uomo è poi riuscito a liberarsi ed è corso a procurarsi una pala. Di Carlo ha spalato la neve che bloccava la mobilità di Graziella e le ha permesso di respirare. «Poi poco alla volta mi ha liberata. Prima di spostarmi ha controllato che non avessi fratture. Per fortuna i lividi sono tanti e tanta è stata anche la paura. Mi sono sentita soffocare. È stato terribile», ripete Graziella Zanna. A giudizio di molti in paese quello che è accaduto a Graziella potrebbe succedere ad altri. Sarebbe necessario trovare il modo di evitare situazioni di pericolo. A Schiavi ieri a mezzogiorno il termometro segnava 2 gradi. Potrebbe nevicare ancora. «Quello che mi sento di dire è di evitare di sostare sotto tetti spioventi», raccomanda la donna, «ripeto, un bambino non ce l’avrebbe fatta. Io non posso fare altro che ringraziare Marcello Di Carlo: mi ha aiutato e tranquillizzato. Non riuscire a muovermi è stato terribile. Essere sommersi dalla neve è una sensazione bruttissima. Il mio pensiero torna alle vittime del Rigopiano: devono aver sofferto tantissimo», conclude. La donna adesso sta curando i traumi e si sta riprendendo in fretta. La brutta avventura è ormai alle spalle.

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