Tre anni alla direttrice della Casa anziani

Bucciarelli, interdetta dai pubblici uffici, pagherà un risarcimento di 30mila euro. Assolti la figlia e il medico curante
LANCIANO. Per la Corte d’assise è stata solo Eva Bucciarelli, 43 anni, di Atessa, responsabile dei maltrattamenti agli anziani che sarebbero avvenuti 5 anni fa all’interno della “Casa dell’anziano”, la struttura di riposo di località Santa Giusta di cui è la legale rappresentante. Con questa convinzione la corte, presieduta dal giudice Francesco Marino, l’ha condannata a tre anni di reclusione, risarcimento danni alle 3 parti civili di 30mila euro e interdizione per 5 anni dai pubblici uffici. La figlia, Arianna Di Tommaso, 23 anni, impiegata della struttura, e il medico curante Ciro Gnagnarella, 55 anni, accusati in concorso con la Bucciarelli dei presunti maltrattamenti in danno degli anziani, con le aggravanti della morte di due ospiti e le lesioni personali gravi a danno di altre tre persone, sono stati invece assolti. Una sentenza in cui i giudici, sia quelli togati che popolari, hanno sì condannato la Bucciarelli per i maltrattamenti, ma hanno escluso l’aggravante dell’evento morte di due ospiti.
Una sentenza arrivata nel tardo pomeriggio dopo una mattinata dedicata alle requisitorie del pubblico ministero Francesco Menditto, dei legali delle parti civili Consuelo Di Martino, Elisabetta Merlino e Maria Assunta Petrone e di quelli degli imputati, Alessandro Troilo e Giovanni Cerella per Bucciarelli e Di Tommaso - che finirono per circa due mesi agli arresti, poi revocati - e Alberto Paone per il medico Gnagnarella. Dura la requisitoria del procuratore Menditto che ha anche prodotto in aula video che mostravano i presunti maltrattamenti, che ha chiesto 16,6 anni di reclusione per Bucciarelli e 9 anni per Di Tommaso e 9 anni per Gnagnarella. Richieste fatte sulla base di un capo di imputazione molto preciso e duro. “In concorso tra loro la Bucciarelli, legale rappresentante della “Casa dell’anziano”, la figlia Arianna Di Tommaso,cuoca e co-direttrice di fatto della struttura, e Gnagnarella, quale medico curante degli ospiti, maltrattavano gli anziani. Bucciarelli e Di Tommaso li sottoponevano a continui maltrattamenti fisici e psichici percuotendoli e sgridandoli ripetutamente, omettendo loro di fornire adeguata assistenza medica, costringendoli a dormire su giacigli di fortuna, svegliandoli alle prime luci dell’alba, scaraventandoli sotto la doccia per essere pronti per eventuali ispezioni. E ancora tenendoli per l’intera giornata seduti sulle sedie, talvolta legandoli per evitare che cadessero, alimentandoli con cibi scarsi e scadenti, somministrando loro farmaci senza prescrizione medica, omettendoli di sottoporli a visite mediche in occasione di malattie contagiose, come la scabbia, cambiando loro i pannoloni molto di rado e usando per tutti gli stessi attrezzi per l’igiene personale. Gnagnarella ometteva loro di prestare la necessaria assistenza medica, ritardando il ricovero o la visita di specialisti, limitandosi a controlli sporadici che si concludevano con farmaci impartiti telefonicamente alla Bucciarelli”. Per tutti c’era l’aggravante di aver causato la morte di D.C. e di A.D.C. e lesioni personali gravi con 40 giorni di prognosi a nove anziani. Aggravanti escluse dai giudici. Tra 90 giorni le motivazioni che apriranno al strada agli eventuali ricorsi in appello.
Teresa Di Rocco
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