Tre anni di sorveglianza speciale al molestatore seriale di donne

16 Luglio 2022

Il provvedimento del tribunale dell’Aquila per un 56enne su proposta del questore di Chieti Di Cicco Scattano anche l’obbligo di soggiorno, il divieto di frequentare pregiudicati e di possedere armi

CASOLI. Sorveglianza speciale e obbligo di soggiorno nel comune di residenza per un molestatore seriale di donne. È la misura di prevenzione applicata a Berardino Di Crescenzo, 56 anni, di Casoli. Il provvedimento, della durata di tre anni, è stato emesso dal tribunale dell’Aquila su proposta del questore di Chieti Francesco De Cicco. «L'uomo, nel corso degli anni», spiegano dalla questura, «oltre a commettere altri tipi di reati, si è reso responsabile di stalking, atti persecutori, nei confronti di diverse donne con le quali ha avuto una relazione sentimentale, oppure perché ritenute responsabili del convincimento di alcune vittime ad interrompere tali rapporti». Per questo suo comportamento violento nei confronti delle donne Di Crescenzo è stato più volte denunciato all'autorità giudiziaria, e nei suoi confronti sono stati già adottati, in passato, provvedimenti cautelari come il divieto di avvicinamento o gli arresti domiciliari.
Un caso di vessazioni, in particolare, è finito anche alla ribalta della cronaca nazionale, ripreso dalla nota trasmisione televisiva “Le Iene”. Quello di una 50enne di Orsogna, Sandra Bianco, che nel 2021 ha querelato Di Crescenzo per «minacce (anche con un coltello) e percosse scaturenti dalla gelosia e per le quali aveva pur richiesto l’intervento dei carabinieri». I due avevano avuto per sette mesi una relazione sentimentale con tanto di convivenza nel fine settimana nelle casa di lui a Casoli. Ma dalla fine della loro relazione per la donna sarebbe iniziato un incubo. Dopo ben 11 denunce, il giudice aveva applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari all’uomo, che dal canto suo si è sempre difeso dalle accuse più dure.
Intanto, però, arriva una nuova stretta da parte dell'autorità giudiziaria. Proprio la ribalta nazionale data al caso, secondo le autorità, ha creato una particolare apprensione anche nell’opinione pubblica. «Pertanto, al fine di porre un ulteriore argine alla pericolosità sociale manifestata dall’uomo», conclude la questura teatina, «l’autorità giudiziaria ha accolto la proposta del questore, la cui istruttoria è stata curata dalla Divisione polizia anticrimine, adottando la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con la quale nei confronti dell’uomo sono state adottate importanti prescrizioni che agevoleranno la sua vigilanza, tra cui l’obbligo di soggiorno nel Comune di residenza». Tra le altre prescrizioni ci sono quelle di non frequentare o associarsi a pregiudicati e di non possedere armi. (s.so.)
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