Tre anni per l’estorsione tentata

6 Maggio 2015

Operaio dello Scalo condannato per aver preteso 10mila euro dal padrone di casa della sua ex ragazza

CHIETI. Condannato a 3 anni di reclusione, 6mila euro di multa e interdizione dai pubblici uffici per la durata di 5 anni perché ritenuto responsabile di tentativo di estorsione ai danni di un uomo di Chieti Scalo. La condanna inflitta a un giovane operaio di 35 anni, Marco Mosca, di Chieti Scalo che ieri comparso davanti al tribunale di Chieti. La severa sentenza è stata firmata dal presidente Geremia Spiniello con i giudici del collegio Marcello Cozzolino e Andrea Di Giamberardino. Il pubblico ministero, rappresentato dalla sostituto procuratore Lucia Anna Campo, aveva chiesto per l’operaio scalino, assistito dall’avvocatessa Annalisa Schiazza 1 anno e nove mesi di reclusione.

Coimputata di Mosca era la sua ex fidanzata Alberta Stano, studentessa universitaria alla d’Annunzio di 27 anni, residente ad Avetrana, che per lo stesso reato ha patteggiato un anno e 9 mesi di reclusione.

I fatti si svolgono nelle prime due settimane dell’ottobre 2011.

La parte offesa, Mario Placentino, ieri ha raccontato la sua versione dei fatti sui quali hanno poi indagato i carabinieri della compagnia dello Scalo. L’uomo aveva affittato una stanza alla studentessa pugliese. Tra i due si era instaurato un rapporto confidenziale. Un giorno la ragazza comunicò che sarebbe andata via. Allora Placentino le disse che le avrebbe ridato indietro la cauzione e la ricevuta. Quando Placentino si presentò a casa però trovò anche il fidanzato, ora ex, che sarebbe spuntato da un’altra stanza. Con fare minaccioso gli disse di dargli 10 mila euro entro 3 giorni, altrimenti alcuni suoi conoscenti del quartiere Rancitelli di Pescara gli avrebbero bruciato l’auto e la casa e di non riferire niente a nessuno. Placentino, invece, raccontò i fatti ai carabinieri ai quali si presentò con i soldi. I militari gli dissero di fotocopiare le banconote e di aspettare che Mosca si facesse risentire. Infatti trascorsi 3 giorni l’operaio ha preso contatti con il padrone di casa della ex fidanzata e detto che il 17 ottobre sarebbe andato a prendere i soldi. Ma l’auto di Mosca viene seguita dai carabinieri. La coppia non sale da Placentino, avendo probabilmente subdorato che c’era qualcosa che non andava. E sarebbe tornata sui suoi passi, dietrofront controllato dagli stessi carabinieri.

La versione della difesa, ascoltata ieri in aula anche dalle deposizioni de relato dei famigliari di Mosca e dallo stesso Mosca, è tutt’altra. La ex ragazza voleva andare via dalla casa affittata da Placentino perché l’uomo sarebbe diventato invadente. Anzi in una occasione, quando la giovane era andata a casa per pagargli l’affitto, Placentino le avrebbe ridato indietro dei soldi, 100 euro, e le avrebbe riservato attenzioni particolari. A quel punto la universitaria gli diceche avrebbe riferito di quel comportamento alla moglie. Ma alla domanda dei giudici perché la coppia non avesse denunciato Placentino, Mosca, come i suoi famigliari, ha risposto che hanno evitato di denunciare il padrone di casa perché non volevano fare del male alla moglie che era amica di Stano. Una contraddizione sottolineata nella requisitoria dalla stessa pm. (k.g.)

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