Tre assessori candidati «Così la giunta è a pezzi»

Lanciano. Paolucci (LiA): troppi alle regionali, l’esecutivo Pupillo ne uscirà distrutto Di Naccio: il sindaco va da un comitato all’altro. Di Nola: si pestano i piedi a vicenda
LANCIANO. Troppi candidati alle regionali nella giunta Pupillo e l’esecutivo ne uscirà distrutto. È la critica mossa dalla capogruppo di Libertà in azione (LiA), Tonia Paolucci, alla vigilia della competizione elettorale che vede schierati con il candidato presidente per il centrosinistra, Giovanni Legnini, ben tre assessori di “peso” dell’amministrazione comunale di centrosinistra e liste civiche: il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Giacinto Verna; l’assessore alle politiche sociali Dora Bendotti e l’assessore all’ambiente Davide Caporale. «In questa storia della candidatura di metà della giunta comunale del sindaco Mario Pupillo alle regionali del 10 febbraio prossimo», afferma la Paolucci in una nota insieme ai consiglieri Antonio Di Naccio e Riccardo Di Nola, «c’è un unico e solo vincitore: Giovanni Legnini, che al di là del risultato finale che uscirà dalle urne, incasserà le preferenze della Bendotti, di Caporale e di Verna, che forse non si sono resi conto come sia matematicamente impossibile l’elezione di tutti e tre. E dal giorno dopo lo spoglio, Lanciano sarà chiamata a fare i conti con le macerie provocate nella maggioranza dalla competizione elettorale. Metà della squadra di governo», fa notare la rappresentante della minoranza, «è in stand-by per la campagna elettorale, lasciando settori strategici del Comune senza alcuna guida politica». «E non ci vengano a dire», incalza Di Naccio, «che la corsa elettorale non ha alcuna conseguenza sull’amministrazione quotidiana della città, perché è palese a tutti l’imbarazzo del sindaco Pupillo, che prova disperatamente a fare l’equilibrista saltellando da un comitato all’altro per non scontentare nessuno dei candidati».
Per Di Nola, invece, la resa dei conti a Palazzo di città arriverà immediatamente dopo il risultato delle urne. «Perché», attacca, «ognuno dei candidati sta giustamente giocando la propria partita con ogni mezzo a disposizione, ma in una realtà come quella lancianese e per di più all’interno dello stesso schieramento politico, è inevitabile che si pestino i piedi a vicenda, più o meno inconsapevolmente».
«Chi è stato eletto e ricopre incarichi di governo nell’amministrazione di un Comune importante come quello di Lanciano», ribadisce la capogruppo di LiA, «ha il dovere di occuparsi in primis delle istanze dei cittadini che gli hanno dato fiducia nel 2016 al di là delle ambizioni personali. Si sarebbe dovuto trovare l’accordo su un unico nome da sostenere, senza schierare inutilmente uno contro l’altro tre assessori a esclusivo vantaggio di Legnini e dei candidati di altri territori, che potranno beneficiare dei voti della città».
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