Tre operai morti nell’esplosione: disposta una perizia sulle cause

4 Ottobre 2023

Nominato un esperto super partes dopo le risultanze opposte delle due relazioni di procura e difesa I 9 imputati sono accusati di omicidio colposo plurimo aggravato. Incarico il prossimo 12 ottobre

VASTO. 21 dicembre 2020: una violenta esplosione alla Esplodenti Sabino di Casalbordino uccide tre operai: Carlo Spinelli, Paolo Pepe e Nicola Colameo. Quali furono le cause e, soprattutto, la strage poteva essere evitata? A stabilirlo sarà un perito super partes. È quanto ha deciso ieri mattina il gup del tribunale di Vasto, Anna Rosa Capuozzo.
Per la Procura negligenza, imprudenza, imperizia e colpa specifica di ben nove persone che avrebbero dovuto controllare le lavorazioni, causarono la tragedia. Diametralmente opposte le conclusioni dei consulenti degli imputati, gli ingegneri Adolfo Bacci e Luca Minestrini consegnate ieri mattina al gup durante l'udienza preliminare dagli avvocati Sergio Della Rocca, Arnaldo Tascione, Augusto La Morgia, Marco Spagnuolo, Alessandra Cappa, Francesco Tascione, Michele Sonnini, Stefano Vitale e Antonio Gatta.
A rischiare il processo sono Gianluca Salvatore, legale rappresentante dell'azienda; Sabino Salvatore, amministratore delegato; Massimo, Gabriella e Marco Salvatore, consiglieri del Cda; il direttore Giustiniano Tiberio, Stefano Stivaletta, responsabile del servizio di prevenzione, Paolo Iocco, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e Carlo Piscopo, capo reparto. Devono rispondere di omicidio colposo plurimo aggravato perché commesso con la violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e disastro colposo. Imputata anche la società Esplodenti Sabino per responsabilità amministrativa.
Preso atto delle conclusioni peritali contrastanti, il giudice ha deciso di nominare un perito super partes che avrà il compito di stabilire chi ha effettivamente ragione. Il 12 ottobre l'ingegnere Luigi Di Paolo giurerà davanti al magistrato e assumerà l'incarico. Tutto da rifare insomma per una vicenda che presenta ancora molti lati oscuri da chiarire. Le famiglie delle tre vittime non si sono presentate all'udienza essendo già state risarcite.
L'udienza è cominciata qualche minuto dopo mezzogiorno. Grande la tensione, accresciuta da quanto accaduto lo scorso 13 settembre: lo scoppio di una granata è costato la vita ad altri tre operai: Giulio Romano, Fernando Di Nella e Gianluca De Santis. In apertura d'udienza la difesa ha subito presentato quanto dichiarato dai loro consulenti. Fondamentale sarà il passaggio che riguarda le lavorazioni. Quel giorno Spinelli, Pepe e Colameo, secondo la difesa degli imputati, avrebbero dovuto occuparsi solo di demilitarizzare razzi nautici. In realtà lo scoppio letale avvenne durante la decomposizione di altro materiale. Questo e altri passaggi saranno analizzati dal perito super partes le cui conclusioni saranno consegnate non prima di fine anno.
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