Tre ospedali e 50 chilometri per una diagnosi cardiaca

7 Maggio 2017

VASTO . Tre ospedali e 50 chilometri di strade tortuose per una diagnosi cardiaca. In alternativa, Villa Santa Maria e la clinica Spatocco. È l’odissea proposta a un paziente di 76 anni di Vasto, al...

VASTO . Tre ospedali e 50 chilometri di strade tortuose per una diagnosi cardiaca. In alternativa, Villa Santa Maria e la clinica Spatocco. È l’odissea proposta a un paziente di 76 anni di Vasto, al quale è stato diagnosticato uno “scompenso cardiaco in miocardiopatia dilatativa”.
Il “cardiotour”, raccontato da Elio Bitritto, prevedeva: martedì 9 maggio, ore 9, prenotazione all’ospedale di Lanciano per ecodoppler cardiaco; mercoledì 10 maggio, ore 10, ambulatori del Pta di Gissi per raggi al torace per parenchima 2P; mercoledì 10 maggio, ore 11, all’ospedale di Atessa per Ecg e visita cardiologica.
«Questa è la cronistoria di un anziano paziente che, in presenza di una patologia di una certa entità, si vede proporre, prima di quelle appena accennate, Villa Santa Maria e Clinica Spatocco», spiega Elio Bitritto, «per poi andare un giorno a Lanciano e, il giorno dopo, prima a Gissi e poi ad Atessa, con la necessità di raggiungere velocemente Atessa da Gissi entro un’ora comprensiva dell’attesa a Gissi e del percorso fino ad Atessa che sono 30 chilometri di strade tortuose che non si percorrono in meno di 50 minuti. Per la Asl», continua Bitritto, «il paziente deve avere una autovettura propria o, in alternativa, un parente o amico auto-munito e a disposizione per una mattinata intera: Vasto-Gissi circa 25 chilometri per almeno trenta minuti, Gissi-Atessa 30 chilometri per almeno 45-50 minuti e Atessa-Vasto per almeno 40 chilometri ed una 50ina di minuti».
Il fatto più grave è che tra sei mesi, data la cronicità della patologia, gli esami devono essere ripetuti. Dopo la testimonianza Bitritto, a nome dei cardiopatici del Vastese, chiede al direttore della Asl di individuare insieme all’assessore soluzioni più logiche e meno faticose per i malati. «Una soluzione potrebbe essere il ricovero in Day hospital», conclude Bitritto, «e nel giro di una mattinata il paziente saprebbe tutto. Una soluzione necessaria soprattutto in un centro come Vasto di oltre 41.000 abitanti, cui si sommano gli oltre 20.000 di San Salvo e altrettanti tra i paesi più vicini, sia d’Abruzzo che del Molise, per un totale che si avvicina, di molto, ai centomila abitanti». (p.c.)