Tre sindaci contestano Schael: sui vaccini serve un altro passo

Anziani costretti a lunghe file, assembramenti al PalaUda: Ferrara mette a disposizione un’altra sede Pupillo: «Troppi contagi all’ospedale di Lanciano». Menna: «La politica regionale penalizza Vasto»
CHIETI. Tre sindaci contestano il direttore generale Asl Thomas Schael. File e assembramenti per i vaccini, ospedali con servizi tagliati, i progetti dei nuovi presidi ancora fermi al palo. Da Chieti, Lanciano e Vasto parte la resa dei conti: la presa di posizione di Diego Ferrara, Mario Pupillo e Francesco Menna segue la richiesta del M5S di «rimuovere» Schael dall’incarico. Anche il consigliere regionale Pd, Silvio Paolucci, accusa: «Inaccettabili ritardi e attese infinite, in piedi e all’aperto, quando le vaccinazioni sono iniziate da 4 mesi».
CHIETI Di fronte alle code del palaUda, Ferrara si è subito detto «disponibile ad aprire una nuova sede per la campagna di vaccinazione anti-Covid». Il Comune è pronto a mettere a disposizione della Asl una propria struttura: il palazzetto dello sport di Colle dell’Ara che ha già ospitato lo screening di massa con i tamponi rapidi e ha dimostrato di poter ospitare un gran numero di persone senza problemi. In realtà Ferrara, sin dall’avvio della campagna di vaccinazione, aveva avanzato l’ipotesi del palazzetto dello sport, ma il direttore Asl aveva sempre rifiutato, dicendo di non averne bisogno. In occasione dei disagi al palaUda, il sindaco è dunque tornato ad offrire la struttura, sottolineando il fatto che «il Comune avrebbe messo a disposizione anche il personale per la vaccinazione», ricorrendo ai medici di base che hanno aderito al bando Asl per vaccinare gli utenti, specificando che avrebbero preferito vaccinare non nei propri ambulatori ma in un centro vaccinale, sia per questione di sicurezza sia per sveltire le operazioni. Nonostante tutto, la Asl non sembra interessata alla proposta di Ferrara che domenica scorsa era andato personalmente al palaUda di via dei Vestini allarmato dalle tante lamentele degli utenti. Accompagnato dai vigili urbani, il sindaco aveva parlato con gli anziani in fila cercando di calmare gli animi e assicurando che avrebbe fatto di tutto per regolarizzare la situazione.
LANCIANO Da Lanciano, Pupillo ha avuto diversi scontri con Schael per i problemi legati all’ospedale Renzetti sia per il personale che per i contagi avvenuti; per la tac, acquistata per Lanciano e dal manager dirottata a Vasto; per l’inadeguatezza delle sedi vaccinali di San Vito e del laboratorio analisi segnalate con lettere rimaste senza risposta da parte del manager. «Il mio rapporto con il direttore generale è chiaramente espresso nella denuncia che ho depositato al Tar per la tac», spiega il sindaco e presidente della Provincia, «che ha sottratto al Renzetti per mera azione di rivalsa verso la giusta protesta dei medici del presidio. Dopo delibere sulla necessità della tac per Lanciano, dopo la protesta, l’ha spostata d’imperio a Vasto. E che dire delle sedi vaccinali? Che apre il Palamasciangelo a Lanciano, l’ultimo palazzetto ad aprire nei grandi centri, lo so per un messaggio dato a voce. E nel frattempo, per la mancata apertura, abbiamo visto assembramenti al laboratorio analisi e gente fragile sotto la pioggia a San Vito». Pupillo ha il dente avvelenato anche per i contagi nell’ospedale Covid free. «Ho scritto al manager delle lettere per chiedere spiegazioni sui contagi: non ho avuto risposta. Non è aperto al dialogo e il problema è che lui non rispondendo non ignora me, ma tutti i cittadini che rappresento».
VASTO Un anno fa tra coloro che chiedevano le dimissioni del manager della Asl c’era anche Menna, furioso per la chiusura del reparto di geriatria dell’ospedale San Pio. Adesso Menna allarga il tiro: la causa dei malanni della sanità nel Vastese, dice, è la politica regionale. «Schael esegue gli ordini», afferma Menna, «non è solo lui il problema. Il problema è il governo regionale di centrodestra con l’assessore alla sanità Nicoletta Verì: hanno abbandonato e umiliato il Vastese. Prima e durante la pandemia. Non hanno dato un euro a Vasto per pagare l’assicurazione dei medici vaccinatori; non hanno dato un euro per il punto vaccinale; non hanno messo a disposizione neanche i gazebo. La Verì, interpellata, non si è degnata di venire in consiglio comunale a riferire. E il nuovo ospedale dov’è? Questa è la politica dell'abbandono e della mortificazione».
(hanno collaborato
Paola Calvano e Teresa Di Rocco)

