Trecento famiglie chiedono aiuto

16 Maggio 2017

Ma quelle in difficoltà sono di più, bloccate dalla vergogna Cresce il numero di padri separati e di chi si rovina al gioco

VASTO. Aumentano i “nuovi poveri”. Rispetto al 2014 le famiglie che hanno bisogno di aiuto sono raddoppiate. Trecento hanno avuto il coraggio di chiedere un sussidio al Comune. Molte altre tacciono per vergogna. Ogni giorno la Caritas prepara almeno 55 pasti caldi, ma le richieste sono centinaia. I motivi che portano alla soglia della povertà sono diversi e non sono solo legati all’occupazione. C’è chi perde tutto al gioco, chi entra nel tunnel dell’alcool, chi non riesce ad arrivare a fine mese perché la pensione non è sufficiente a comprare le medicine. La Chiesa cerca di dare il proprio aiuto. Lo fa con un esercito di volontari, ribattezzati “nuovi angeli”.
LA CHIESA. «Rispetto a qualche anno fa è diminuito il numero di extracomunitari e stranieri che chiede aiuto ma è purtroppo cresciuto il numero di vastesi o comunque locali», spiega il parroco della cattedrale di San Giuseppe, don Gianfranco Travaglini, «i motivi che portano una persona alla soglia della povertà sono tanti. Alcuni sono legati a problematiche di tipo psicologico, altre sono strettamente materiali. Ci sono uomini separati che si trovano in difficoltà, altri che finiscono nel vortice del gioco. Grazie ai volontari riusciamo ad aiutare molti. Non tutti. Per alcuni sarebbe necessario l’accompagnamento con un percorso di recupero strutturato. È difficile il reinserimento», dice il sacerdote.
I FURTI. E c’è chi arriva a rubare per fame o per motivi di salute. Accade anche questo a Vasto. Sono sempre di più le persone “perbene” che rubano medicine e alimenti. E c’è anche chi apre la scatola dell’Aspirina e porta via due pasticche o chi, avendo assoluta necessità di pulire la dentiera ma non avendo i soldi per acquistare il prodotto specifico, lo porta via senza passare dalla cassa. «Io riesco a malapena a comprare il pane, come faccio a comprare anche la carne. Fino ad oggi non ho mai rubato, ma capisco chi lo fa», dice un pensionato. I commercianti sono costretti a correre ai ripari. Nei supermercati aumenta la sorveglianza. Non più solo telecamere ma personale incaricato di sorprendere il “ladro” mentre sfila da una scatola le scarpe nuove e le indossa gettando quelle bucate in un cassonetto. Non sempre basta. Certo il problema non è di facile soluzione. Anzi, gli esperti temono che il fenomeno sia solo all’inizio.
SERVIZI SOCIALI E VOLONTARI. Sono sempre più i volontari in azione per aiutare le vittime della crisi e le famiglie in difficoltà. Anche gli istituti e le case famiglia sono in difficoltà. I Servizi sociali del Comune, nonostante i tagli dello Stato, cercano di aiutare il più possibile le situazioni si indigenza. Gli alloggi popolari sono, tuttavia, insufficienti. La somma destinata ai sussidi è di 75mila euro. Ne servirebbero molti di più. I supermercati periodicamente danno un contributo organizzando collette alimentari in collaborazione con la Caritas e le associazioni di volontariato. «Le politiche della divaricazione degli ultimi anni e la crisi finanziaria hanno allargato l’area della vulnerabilità sociale e portato alla povertà fasce di popolazione fino a ieri abituate a una vita dignitosa», confermano in Comune. Nel 2014 i nuclei familiari assistiti dalla Caritas erano poco più di 200. Oggi sono molti di più. «Ogni giorno ricevo richieste di aiuto: c’è chi implora un lavoro, chi un aiuto economico. Stiamo vivendo un momento tristissimo», conferma un volontario. La Caritas invita tutti i vastesi a portare alimenti alla mensa. Lo stesso invito viene rivolto ai ristoranti, alle tavole calde e ai supermercati.
©RIPRODUZIONE RISERVATA