Trecento pagine sulla massoneria in città

Di Giovanni e Serpentini presentano il libro sulla Libera Muratoria: un viaggio tra le logge teatine
CHIETI. Trecento pagine per svelare la storia della massoneria a Chieti e nel resto d’Abruzzo, a partire dalla Libera Muratoria tra la metà del XVIII secolo e la metà del XX. Sarà presentato oggi alle 19 ai Tempietti romani il libro “Storia della Massoneria in Abruzzo” di Elso Simone Serpentini e Loris Di Giovanni.
«Il libro», dice Serpentini, «ricostruisce lo sviluppo e la storia delle prime logge, da quelle dei protagonisti della Rinascenza teramana di fine Settecento alle logge castrensi del periodo napoleonico. Seguono una dettagliata ricostruzione della diffusione in Abruzzo della Carboneria e un’analisi dei suoi rapporti con la massoneria nel primo Ottocento, la descrizione della ripresa dell’attività massonica dopo l’Unità d’Italia e delle vicende relative al complesso quadro della massoneria abruzzese del secondo Ottocento e dei primi anni del Novecento. Viene poi tratteggiato il dualismo tra il Grande Oriente d’Italia e la nuova Obbedienza di Piazza del Gesù, sorta con lo scisma ferano del 1908, per poi passare al dibattito tra neutralismo ed interventismo alla vigilia della Grande Guerra e ai rapporti con il fascismo, fino alle elezioni del 1924. Si parla poi dell’occupazione fascista delle logge e del loro scioglimento come conseguenza dell’atteggiamento antimassonico del regime, che nel 1925 varò un’apposita legge contro le associazioni segrete, per arrivare alla rifioritura della Fratellanza immediatamente dopo la Liberazione».
«Un tema poco studiato», aggiunge Di Giovanni, «per un duplice motivo. Innanzitutto c’è da dire che è arduo ricostruire la storia di una associazione che seppur non più segreta è comunque estremamente riservata. I documenti, specie quelli di archivio, sono di difficile reperibilità e necessitano per la loro interpretazione puntuale di anni di studio. In secondo luogo si è avuta in questi anni una tendenza a negare il fenomeno massonico. In verità ci sono dei nodi della storia nei quali il ruolo della massoneria come istituzione e quello dei suoi singoli affiliati è stato determinante. Eppure tutto questo sui libri di storia raramente si legge».

