Treni rumorosi «Sulla linea adriatica non si può vivere»

Ortona. Appello delle associazioni Torre Foro e Postilli Foro «Sofferenza fisica e psicologica, le case tremano, turismo ko»
ORTONA. Scendono in campo le associazioni per far fronte al problema dei rumori causati dal transito dei treni nella zona nord di Ortona. Torre Foro e Postilli Foro denunciano il disagio acustico generato ai residenti dal passaggio dei treni della linea Ancona-Bari, nel tratto costiero della statale 16.
«Il livello di inquinamento acustico si è aggravato negli ultimi anni a causa della frequenza e della lunghezza dei treni, soprattutto quelli che trasportano merci che in alcune fasce orarie si susseguono in opposta direzione a distanza di pochi minuti», dicono dalle due associazioni. «Ne deriva una importante sofferenza fisica e psicologica degli abitanti delle zone circostanti. La violenza generata dall’irrompere di tale crescente rumore per diverse decine di secondi nei giardini, nelle case, nelle famiglie, è un’inaccettabile sopraffazione dello spazio privato e un degrado del luogo dove i cittadini hanno economicamente e sentimentalmente investito per godere di un ambiente sano e armonioso in cui far crescere i propri figli».
Le associazioni Torre Foro e Postilli Foro mettono in risalto inoltre le vibrazioni, «che si manifestano soprattutto al passaggio di treni merci e che sono analoghe a piccole scosse di terremoto», e il danno economico che rumore e vibrazioni stesse creano in quanto porterebbero i turisti a preferire altre mete, frenando di conseguenza il lavoro di attività alberghiere e i nuovi investimenti in una zona dall’alto potenziale turistico. I due sodalizi si sono quindi rivolti all’Arta Abruzzo, alla Regione, a Rfi, al sindaco di Ortona, Leo Castiglione, affinché possano trovare la soluzione migliore per risolvere questo problema. Dicono di essere al corrente dell’esistenza di un piano di risanamento acustico da parte di Rfi e Regione, ma lamentano la mancanza di informazioni dettagliate riguardo le modalità e la tempistica. Sottolineano infine l’importanza del valore paesaggistico nella scelta delle soluzioni possibili: «Pannelli fonoassorbenti di 4 o di 8 metri», concludono, «in prossimità delle spiagge creerebbero di certo un forte impatto visivo».
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