Tribuna ancora inagibile L’Ortona è senza campo

1 Settembre 2024

Gialloverdi a porte chiuse per almeno un mese. E salta la festa del centenario Il presidente Iurisci: «Problema che si trascina da anni, ma nessuno lo ha risolto»

ORTONA. Almeno un mese senza stadio. Per i problemi di agibilità che si trascinano ormai da anni, l’Ortona calcio non potrà giocare le prime partite casalinghe – quelle della coppa Italia di categoria e del campionato di Promozione – di fronte al proprio pubblico. Più precisamente, sarà costretto a farlo a porte chiuse per tutto il mese di settembre. «È una questione che si trascina ormai da anni, almeno da quando ci sono io alla guida della società», spiega Rocco Iurisci, che guida il club gialloverde dal 2016, «manca la documentazione per l’agibilità delle tribune, a causa di lavori che sono ancora in corso. Fino a poco tempo fa, di volta in volta veniva firmata un’ordinanza dal sindaco per consentirci di utilizzare l’impianto. Una responsabilità che il commissario straordinario ora giustamente non si assume, e quindi la questura non consente l’utilizzo dello stadio, se non a porte chiuse. Nulla da eccepire sulla scelta del commissario», aggiunge il presidente, «ma piuttosto mi chiedo come sia possibile che, in tanti anni, l’amministrazione comunale non sia stata in grado di risolvere questo problema».
In precedenza lo stadio è stato interessato dalla ristrutturazione degli spogliatoi, un intervento ormai terminato da tempo. Ora però, per rendere completamente agibile la struttura, manca il completamento dei bagni esterni riservati al pubblico. «A quanto ci hanno detto», riprende Iurisci, «i lavori dovrebbero terminare entro settembre. Ci dispiace non poter giocare la coppa Italia (stasera alle 21 i gialloverdi ospitano il Rapino dopo aver vinto 0-1 all’andata in trasferta, ndr) e le prime partite di campionato, e soprattutto siamo rammaricati di non poter svolgere la festa del centenario del calcio ortonese che avevamo organizzato per il 14 settembre, giorno preciso di questo importante anniversario. Dispiace a maggior ragione perché spesso giochiamo in campi messi peggio del nostro, ma purtroppo», conclude Iurisci, «in passato chi avrebbe dovuto risolvere questo problema non lo ha fatto». (a.rap.)
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