Tribunale, altri scioperi a fine febbraio

L’Ordine degli avvocati annuncia nuove iniziative di protesta. Il presidente Melone: pronti a scendere in piazza a Roma
VASTO. Le toghe incrociano le braccia. In programma una nuova astensione dalle udienze a fine febbraio. A comunicarlo è stato il presidente del Consiglio dell'ordine forense, Vittorio Melone. Lo sciopero avverrà in concomitanza con la conversione del decreto Mille proroghe e non è destinato a restare l'unico sciopero. «Dove possibile», aggiunge l'avvocato Melone, «considerata l'emergenza sanitaria in corso, l'assemblea degli avvocati ha deliberato di organizzare un presidio a Roma in occasione della discussione degli emendamenti presentati da tutte le forze politiche in favore della proroga della chiusura, in modo da far sentire ai nostri parlamentari il sostegno da parte dei territori alla iniziativa».
Al motto "Mai arrendersi, tribunali aperti", il Consiglio dell'ordine forense si prepara a dare battaglia. L'Ordine degli avvocati ha in mente di organizzare altre manifestazioni di protesta. «C'è anche», annota Melone, «la possibilità di valutare e predisporre i ricorsi dinanzi alla Corte dei Conti e alla Corte di Giustizia europea. Anche in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, espressione della massima assise distrettuale, il ministero della Giustizia è risultato cieco, sordo e muto», accusa Melone. «Eppure la presidente della Corte d'appello dell'Aquila, la dottoressa Fabrizia Ida Francabandera, sottolineando l'imminenza del 14 settembre (data della soppressione dei tribunale minori, ndc), da un lato ha evidenziato la mancata interlocuzione da parte del ministro Marta Cartabia sia con l'avvocatura che con la magistratura di Distretto, dall'altro ha dovuto riconoscere che il previsto accorpamento potrà realizzarsi solo attraverso l'utilizzo per un periodo transitorio degli stessi uffici giudiziari soppressi dal momento che mancano spazi nelle sedi accorpanti».
Nel corso di un’assemblea sul web a cui hanno partecipato politici, tecnici professionisti, imprenditori, commercianti, l'Ordine dei commercialisti e i legali delle Camere penali, tutti hanno condiviso la necessità di proclamare altre astensioni e manifestazioni, ribadendo la necessità che il tribunale e la Procura della Repubblica di Vasto restino operative sul territorio così come gli altri presidi giudiziari sopprimendi. I recenti fatti di cronaca hanno dimostrato la necessità di proteggere il Vastese contrastando con adeguati organici delle forze dell'ordine e magistrati, la formazione di associazioni a delinquere collegate con la 'ndrina. Il Comune è pronto a dare il proprio sostegno al Consiglio dell'ordine forense. Lo stesso sono pronti a fare l'AssoVasto, i Consorzi Vivere Vasto Marina e Vasto in centro e l'Ordine dei commercialisti di Vasto.
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