Tribunale, ecco il verbale degli uffici ad alto rischio

E’ l’atto di denuncia per la fuliggine e le polveri dell’incendio del 14 settembre Hanno chiesto l’intervento dell’Arta: chissà quanto tempo dovrà ancora passare
CHIETI. Impiegati costretti a lavorare con fascicoli contaminati, in ambienti di lavoro inadeguati che vivono un forte stato di disagio e stipati in stanze piccole, è la situazione denunciata dai dipendenti del Tribunale a poco più di 40 giorni dall’incendio che si è sviluppato al primo piano dell’edificio Galliani, sede della cancelleria penale. Dopo l’assemblea del 27 ottobre scorso, i dipendenti hanno proclamato lo stato di agitazione, rinnovato la richiesta di intervento dell’Arta o di altri esperti che verifichino la pericolosità o meno dei fascicoli bruciati e ancora intrisi di fuliggine e polveri.
«I dipendenti», si legge nel verbale redatto alla fine dell’assemblea, «vivono uno stato di forte disagio, dovuto alla loro allocazione molto precaria e frammentata, che determina forti problemi» che vanno ad incidere anche sugli avvocati e in genere sugli utenti che usufruiscono dei servizi penali. Il personale ha già messo in evidenza i problemi di salute respiratori, visivi, cefalee, varie forme di allergia degli impiegati che sono a contatto con i fascicoli non bonificati. Il personale spesso deve entrare nei luoghi che sono stati interdetti da paratie in legno, per cercare fascicoli o sentenze. «É noto», si legge ancora nel verbale di assemblea, «che alcune colleghe, a causa delle inalazioni e del contatto con i fumi e con le polveri, hanno avuto conseguenze sul piano della salute, tanto che sono state costrette a ricorrere alle cure dei medici dell’ospedale». Ma tutta la situazione si ripercuote anche sugli impiegati dell’ufficio del Gip che devono condividere le già piccole stanze con alcuni colleghi della cancelleria penale. A questo si aggiunge che lo stesso ufficio è indirettamente ma incisivamente interessato ai lavori di ristrutturazione della parte principale del palazzo di giustizia. «Anche l’ufficio del Gip sta svolgendo il proprio lavoro in condizioni molto precarie», si legge ancora nel verbale, «per i lavori di ristrutturazione (sono stati praticati fori nel muro perimetrale dell’edificio, che sono stati lasciati aperti e dai quali non è escluso che potrebbero entrare ratti e altri animali)». «I colleghi del Gip lamentano inoltre la mancanza di riscaldamento nei locali». Lo stesso problema è stato rilevato dal personale che assiste alle udienze e alla chiamata di causa che esprime forte malessere per la mancanza del riscaldamento nell’aula della Corte di assise. Due impiegate chiedono il trasferimento in altro ufficio perché ritengono che le precarie condizioni di salute risultano ulteriormente condizionate dal contatto con documenti e fascicoli contaminati.
Dopo l’incendio, l’amministrazione del tribunale ha disposto l’interdizione dell’area interessata dal rogo, «ma non ha differito le udienze penali», scrivono gli impiegati, «a date successive alla intervenuta bonifica, con ciò obbligando di fatto il personale a recarsi nella medesima area, al fine di reperire i fascicoli necessari al regolare svolgimento delle attività processuali». Il personale «evidenzia poi che il presidente (Geremia Spiniello ndr), rimanendo nel proprio ufficio (che si trova appunto al primo piano ndr), ha di fatto indotto il personale a stazionare nell’area interessata dall’incendio, in attesa di interloquire con lui». «Il personale è stanco delle continue situazioni di disagio che è stato costretto a vivere negli ultimi anni». Per questo chiede: l’immediato trasferimento nella sede centrale ristrutturata; una incisiva bonifica di tutti i fascicoli (e non con mezzi scarsamente idonei, come pezzuole); rinnova la richiesta di intervento dell’Arta. Chiede inoltre: di poter accedere alle relative relazioni, la digitalizzazione dei fascicoli da parte di una ditta specializzata, risposte chiare, immediate e risolutive. Infine la rsu domanda di poter presenziare alla verifiche che verranno effettuate e che nell’occasione sia presente anche il medico del tribunale.

