Tribunale, nuovo vertice contro la chiusura

Gli avvocati chiedono di posticipare la soppressione di almeno due anni. FdI: spiraglio per la proroga
LANCIANO. Nuova riunione oggi alle 17 tra il presidente della Regione Marco Marsilio, i parlamentari abruzzesi, i sindaci di Lanciano, Vasto, Avezzano e Sulmona, i presidenti delle Province di Chieti e dell’Aquila e quelli degli Ordini degli avvocati per discutere degli emendamenti per ottenere la proroga dei 4 tribunali soppressi dal 2012 e in “vita” fino a settembre 2022. Una mossa decisiva perché è nel decreto Milleproroghe che confidano soprattutto gli avvocati, guidati in città dal presidente Silvana Vassalli, per posticipare la chiusura di almeno due anni dei 4 tribunali e ridiscutere poi della geografia giudiziaria alla luce anche dei cambiamenti che investono il settore giustizia. E se gli avvocati vedono ancora nubi all’orizzonte e sono pronti ad altri scioperi, tra i politici, con Marsilio in testa, c’è cauto ottimismo, anche dopo l’incontro di mercoledì scorso tra il governatore e il ministro della giustizia, Marta Cartabia. Anche se nell’incontro, il primo concesso dalla Cartabia, il ministro non ha parlato di proroghe ma di accorpare ai tribunali di Chieti e L’Aquila le 4 sezioni distaccate di Lanciano, Vasto, Avezzano e Sulmona. Un incontro di cui si dice soddisfatto il gruppo Fratelli D’Italia di Lanciano guidato in consiglio comunale da Gabriele Di Bucchianico: «Esprimiamo soddisfazione sull’esito dell’incontro fra il presidente Marsilio e il ministro Cartabia», dice il gruppo, «perché si apre l’essenziale spiraglio della proroga, che ci consente di affrontare il grave problema della soppressione del tribunale di Lanciano. Tuttavia occorre allargare lo sguardo al futuro dell’intero comprensorio frentano e formulare proposte concrete ed attuabili, a partire dalla rivisitazione della geografia politico-amministrativa dei territori di riferimento. Auspichiamo e lavoreremo, quindi, per la creazione di macro aree che superino gli steccati dei vecchi confini provinciali, anacronistici ed inadeguati, anche perché ulteriori concentrazioni in aree già connotate da duplicazioni istituzionali non sono più concepibili. Questo percorso consentirà anche l’ottimizzazione delle infrastrutture e dei servizi essenziali (ospedali, trasporti) adeguando alle mutate realtà territoriali le esigenze di vaste aree di popolazioni. E in questo percorso Lanciano dovrà essere protagonista».

