Tribunale, politica unita contro la chiusura

Vasto. Grippa (M5S) ai partiti: «Insieme possiamo salvarlo». Paolucci e Bocchino rilanciano la battaglia
VASTO . La sopravvivenza del tribunale mette d’accordo tutti i partiti. A pochi giorni dalla pausa estiva delle udienze, la salvezza di quelli minori è auspicata e condivisa da tutti. Nei giorni scorsi anche i vescovi abruzzesi avevano spezzato una lancia in favore dei tribunali abruzzesi, dicendo no alla chiusura dei tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto rilanciando la battaglia per la difesa della giustizia di prossimità intrapresa dagli amministratori e dagli avvocati dei territori. A tal riguardo il consigliere regionale Silvio Paolucci (Pd) e la collega Sabrina Bocchino (Lega) si stanno battendo da mesi al fianco del sindaco di Vasto Francesco Menna. Così anche l’onorevole Carmela Grippa. È suo l'emendamento approvato dal Governo. La parlamentare pentastellata è tornata a sollecitare tutti i partiti ad unirsi per ottenere un risultato favorevole. «Solo uniti possiamo vincere», ha detto Grippa. La chiusura del tribunale di Vasto si tradurrebbe in grandi disagi per il territorio e ingenti danni economici. Attorno al presidio gravitano infatti centinaia di attività e studi professionali. L’ordine dei commercialisti rappresentato da Francesco Pietrocola ha più volte ribadito il concetto. Così come AssoVasto, l’associazione di imprese del territorio. Il consigliere regionale Bocchino, da parte sua, ha ribadito qualche giorno fa l’impegno per salvare il presidio di Vasto. La battaglia per la sua salvaguardia va avanti ormai da dieci anni. Magistrati, avvocati e operatori sperano che a settebre arrivino finalmente notizie positive.
Intanto si discute del referundum sulla giustizia. Anche in questo caso il centrosinistra che il centrodestra sono d’accordo. «Ciò che dovrebbe costituire», dice Paolucci annunciando di essere favorevole al referendum, «un momento di garanzia e tutela nel rispetto dei principi costituzionale e che vede appunto la diversa figura dell’indagato e non dell’imputato, è diventato il terreno di distruzione e demolizione mediatica dell’avversario. Sono molti i motivi per cui ho deciso da tempo di sottoscrivere i referendum su una giustizia sempre meno credibile nel nostro Paese».
Anche la stessa Bocchino interviene sul tema. «Ho appreso con soddisfazione della firma di Paolucci, capogruppo in consiglio regionale, a sostegno del referendum sulla giustizia», dichiara la portavoce regionale della Lega Salvini premier e consigliere segretario dell'Ufficio di presidenza. (p.c.)
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