Tribunale senza personale: servizi a rischio
Appello del procuratore Menditto ai dipendenti della Regione in mobilità: «Scegliete di lavorare qui»
LANCIANO. È a rischio l’intera attività amministrativa nel tribunale e nella procura di Lanciano. Sono a rischio blocco, in particolare, i servizi al cittadino e agli avvocati, nonché i processi, per la carenza di personale. Dipendenti andati in pensione e non sostituiti, personale comunale che non può più prestare servizio nella struttura (neanche gli uscieri, tanto che a chiudere la struttura a fine giornata sono i dipendenti che lasciano per ultimi gli uffici), tirocinanti che termineranno il servizio a breve per la scadenza dei contratti. La situazione è al limite.
Eppure il 19 ottobre scorso la presidente del tribunale, Maria Gilda Brindesi, il procuratore capo Francesco Menditto e Luciano D’Alfonso, presidente della Regione, avevano firmato un protocollo d’intesa che permetteva ai dipendenti della Regione in mobilità -e quindi sarebbero fuori dal mondo del lavoro- di prestare servizio nel tribunale di Lanciano per almeno sei mesi, rinnovabili. Un accordo stipulato proprio per evitare la paralisi dell’attività.
Ma per l’arrivo dei dipendenti regionali bisogna attendere la chiusura del bando che è stato pubblicato pochi giorni fa. Ci sono ancora una quindicina di giorni di attesa. Troppi, vista la situazione al limite e se, soprattutto, non dovessero esserci richieste di lavoro per la sede frentana. Da qui l’appello di Menditto ai lavoratori in mobilità della zona di chiedere di prestare servizio nel presidio di giustizia frentano.
«La situazione è al limite», dice il procuratore, «la grave carenza di personale amministrativo che c’è pone il concreto rischio di paralisi dell’attività giudiziaria. Le attività di indagine e controllo del territorio vanno avanti perché non lasciamo sguarnita la zona, ma l’attività amministrativa conseguente è a rischio, con danno e disagi per i cittadini e gli avvocati che, finora, hanno dimostrato piena collaborazione con gli uffici. I pensionamenti non sono stati sostituiti, il personale comunale non può più, per legge, prestare servizio nella struttura, che dipende direttamente dal ministero di Giustizia, il quale non manda il personale. Dal 1° dicembre, poi, non ci saranno neanche più i tirocinanti per via della scadenza del contratto. Mi auguro che i dipendenti regionali in mobilità della zona rispondano al bando». La Regione aveva assicurato l’arrivo di almeno 5 unità, ma il personale deve manifestare la propria disponibilità allo spostamento.
Teresa Di Rocco
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