Tricolori ai balconi Casoli si fa bella per il capo dello Stato

Mattarella atteso domani dopo la tappa a Taranta Peligna L’arrivo in elicottero con Carfagna e pranzo a Palombaro
CASOLI. Arriva il Presidente e tutti a far festa. I presidi e le scolaresche, il sindaco e i consiglieri, la destra e la sinistra, i negozianti con le bandiere e quelli rimasti senza. Casoli si è rifatta il maquillage: le strade ieri apparivano pulitissime e con la segnaletica delle strisce bianche ben evidenziata. Ci sono già i primi tricolori sui balconi (qualcuno è al rovescio, ma capita spesso per la distrazione); il cinema-teatro, che ospiterà l’incontro ufficiale di Sergio Mattarella con le autorità e gli ex-partigiani, è stato ripulito e lustrato da cima a fondo, mentre già una lunghissima fascia tricolore fa la sua bella mostra sul torrione del castello medievale, che conserva ancora il graffito scarabocchiato da D’Annunzio nel lontano 9 ottobre 1884, festa patronale di Santa Reparata: “La pazienza è l’immortal nepente che afforza nervi e l’anima ristora». Un bel manto d’asfalto è stato appena sistemato sulla neo-battezzata Piazza della Memoria, a pochi metri dalle cantine di Palazzo Tilli, dove fu recluso un centinaio di ebrei e slavi antifascisti nei primi anni ’40. Il centralino del Comune è subissato dalle telefonate, il sindaco Massimo Tiberini ha messo in azione una seconda scheda telefonica ed invita ufficialmente la popolazione casolana ad accogliere calorosamente il presidente della Repubblica. Calorosi saluti anche a Mara Carfagna, vice-presidente della Camera dei deputati, che forse distrarrà un poco i presenti dai discorsi ufficiali.
L’elicottero di Mattarella è atteso al campo sportivo intorno alle 11, dopo la cerimonia privata al Sacrario della Brigata Maiella a Taranta Peligna. Poi percorrerà, a bordo dell’auto della prefettura, tutto corso Umberto e poi corso Vittorio Emanuele II fino al castello e al Pazzo Tilli. Dopo la visita privata in questi due luoghi ed un’occhiata alla lapide con i nomi degli internati, andrà al cinema-teatro. Forse lo sguardo del capo dello Stato cadrà, accompagnato da un sospiro, sulla scritta elettorale di fine Ottocento sul muro del cadente Palazzo Ricci, a ridosso di piazza del Popolo: “Evviva l’onorevole Tozzi!”, deputato gessano competitore del casolano Pasquale Masciantonio, il “caro Pascal” di D’Annunzio. Allora le crisi di governo si risolvevano in tre giorni e bastava la fiducia della sola Camera. Altri tempi. Ma a fine mattinata, un po’ faticosa, il Presidente si ristorerà alla Trattoria del Pagano a Palombaro, vicino al campo sportivo di Capolemacchie. Il menù è tipico di questo locale ed assai rinomato: “le vrache di mulo”, una variazione delle sagne a tacconi. Ma non ci sarà la Carfagna. Le “vrache di mulo” non sono adatte allo stomaco delicato delle belle signore.
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