Trigano Van in agitazione «Niente stipendi ad aprile»

ATESSA. Stato di agitazione alla Trigano Van, azienda che realizza camper e van sui telai dei Ducato forniti dalla vicina Sevel, per il mancato arrivo degli stipendi ai dipendenti. «Come se non...
ATESSA. Stato di agitazione alla Trigano Van, azienda che realizza camper e van sui telai dei Ducato forniti dalla vicina Sevel, per il mancato arrivo degli stipendi ai dipendenti. «Come se non bastassero tutti i problemi già presenti in fabbrica», scrivono i rappresentanti sindacali di stabilimento, «per non farci mancare nulla, arriva anche la “bella notizia” della mancata erogazione degli stipendi di questo mese. Un disguido tecnico fra le banche? Ci sarà un lungo fine settimana con Pasqua e Pasquetta e la sorpresa sarà che i lavoratori della Trigano li dovranno fare senza soldi e che in tanti andranno in difficoltà con mutui e quant’altro. Tutto questo è inaccettabile».
Lo stabilimento, nonostante la fortissima richiesta di mercato che ha portato l'azienda negli ultimi mesi a raddoppiare il ramo d'impresa e a inaugurare un secondo capannone con una linea lusso dei camper made in Val di Sangro, vive un momento di profonda difficoltà a causa della mancanza di chassis forniti da Sevel. Camper e van sono costruiti infatti sulle ossature dei furgoni commerciali leggeri che stentano ad arrivare a causa della crisi della sub fornitura che sta interessando il settore automotive mondiale. Anche Sevel è stata quindi costretta a diverse fermate per mancanza di componentistica e non ha potuto onorare le richieste della Trigano. La multinazionale francese ha quindi dovuto lasciare a casa dal febbraio scorso 130 dipendenti sui 600 totali. L'azienda ha concordato con la Fiom che i lavoratori in uscita saranno reintegrati non appena lo consentiranno le condizioni e non appena Sevel sarà in grado di fornire un buon numero di chassis su cui lavorare. Se le assunzioni non potranno essere effettuate in blocco, le persone rientreranno a gruppi seguendo il criterio dell’anzianità fino al reimpiego di tutti. I dipendenti in cassa integrazione o in Naspi (a seconda del contratto in scadenza dei dipendenti, a giugno o febbraio) sono attualmente impegnati dall'azienda in corsi di formazione. Ieri la brutta notizia del mancato arrivo anche degli stipendi.
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