Trigano Van in ginocchio senza i furgoni della Sevel

29 Aprile 2022

Paglieta. La multinazionale ha ordinativi per i camper, ma non li può produrre De Lutis (Fiom): ricorso massiccio alla cassa integrazione, lavoratori allo stremo

PAGLIETA. I continui stop and go della Sevel sul fronte produttivo stanno mettendo in seria difficoltà la Trigano Van, azienda leader nella produzione di van e camper partendo dagli chassis del Ducato. «La Sevel dopo solo un giorno dall'annuncio della decisione di procedere a un recupero lavorativo sabato, emette un contrordine a meno di 24 ore», commenta Andrea De Lutis, Fiom Chieti, «e annulla il recupero per mancanza materiale. Nello stesso istante si paventa un rischio fermo per la prossima settimana anche di diversi giorni. A causa di questa situazione i lavoratori della Trigano continuano a subire una intollerabile insicurezza oltre a un massiccio ricorso alla cassa integrazione (l'azienda è alla quinta settimana di Cigo, ndc)».
La Trigano vive un drammatico paradosso: «l'azienda che proporzionalmente è cresciuta più di tutte in Val di Sangro», fa notare De Lutis, «è quella che sta ricorrendo più di tutti agli ammortizzatori sociali con le inevitabili ricadute economiche sulle tasche delle famiglie. Un numero incredibile di van già venduti e la possibilità di consegnarne entro la fine dell'anno fiscale solo il 50%, se tutto andrà bene e non ci sembra sia così. Una situazione che sta mettendo allo stremo i lavoratori. Abbiamo già perso posti di lavoro (130 a fine febbraio, ndc), ne sono a rischio altri alle prossime scadenze dei contratti e tutto con un portafoglio ordini che farebbe invidia a qualsiasi azienda».
Per la Fiom la situazione della Sevel «sta mettendo a dura prova il sistema della vallata e non solo. Dopo esserci confrontati con i nostri colleghi del settore della camperistica in Italia, abbiamo preso atto che questa settore in forte sviluppo oggi è letteralmente in ginocchio, la situazione della Trigano è replicata in Toscana sia nella casa madre che alla concorrenza. Una situazione che difficilmente riusciamo a comprendere come addetti ai lavori, figuriamoci a farla comprendere ai lavoratori che sanno di avere ordini e non possono lavorare». «Con la Trigano di Paglieta abbiamo aggiornamenti quindicinali per monitore la situazione», conclude De Lutis, «ad ogni incontro le consegne vengono spostate in avanti dal fornitore, a nulla almeno per ora, è servito ordinare un altro marchio di furgoni, anche in questo caso Sevel non consegna. Nelle prossime giornate convocheremo i lavoratori in assemblea, condivideremo con loro le ultime discussioni e decideremo con loro anche le iniziative da intraprendere».
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