Trigano Van taglia 30 lavoratori Fiom: «Intervenga la Regione»

19 Giugno 2022

PAGLIETA. Era ciò che si temeva di più in Trigano Van: la mancata riconferma di diverse decine di contratti a termine. A fine giugno sono in scadenza 120 contratti di lavoratori interinali e il...

PAGLIETA. Era ciò che si temeva di più in Trigano Van: la mancata riconferma di diverse decine di contratti a termine. A fine giugno sono in scadenza 120 contratti di lavoratori interinali e il prolungato fermo di Sevel, da cui Trigano dipende per la fornitura di chassis Ducato da cui far nascere camper, van e roulotte, ha provocato il taglio di 30 contratti.
«Dopo mesi molto difficili purtroppo la situazione continua a non migliorare», fa sapere Andrea De Lutis, della Fiom Chieti, «l'instabilità dovuta alla mancanza di forniture si allarga anche ad altri materiali e i lavoratori e le aziende sono sempre più colpiti. È il caso della Trigano Van di Paglieta che nonostante la fase di forte crescita sta patendo in maniera importante le difficoltà dovute alla carenza di materiali e di furgoni, visto il fermo per cassa integrazione del produttore».
Il momento è delicato: ci sono altri contratti in scadenza anche ad agosto. «L’ azienda ci ha comunicato che sarà costretta a non rinnovare circa 30 contratti in scadenza», riferisce Fiom, «non c’è stato verso di trovare soluzioni alternative. Nonostante la situazione, la maggior parte dei contratti è salva, è vero, la Trigano sta attraversando un momento di calo imprevisto, ma il calo è riconducibile alla mancanza di materiali, non alla richiesta che continua ad essere molto importante. Richiesta che in parte tutela i posti di lavoro perché nei fatti il numero di lavoratori è già tarato per quanto sta chiedendo il mercato dei van. Il reparto falegnameria, ultimo investimento di Trigano, continua la fase di sviluppo e produzione in attesa dei furgoni. Abbiamo chiesto all’azienda di tenere conto delle anzianità lavorative dei dipendenti nella fase di scelta di quelli che non vedranno il contratto rinnovato», prosegue De Lutis, «e stiamo verificando alcune condizioni per cercare di creare un bacino del quale faranno parte i lavoratori che usciranno dalla Trigano e siamo già in contatto con qualche azienda. L'obiettivo, nel caso il progetto prenda corpo, è ricollocare il più possibile e in breve tempo i lavoratori non riconfermati».
I rappresentanti sindacali attendono un nuovo incontro in Regione: «Nel frattempo speriamo», conclude Fiom, «che la Regione Abruzzo si sia coordinata con la Regione Toscana per l'attivazione di un tavolo automotive al Mise». (d.d.l.)
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