Troppe criticità all’ospedale Taglieri: ne serve uno nuovo

LANCIANO . Percorsi differenziati difficili da ricavare, cantieri infiniti e che bloccano vari accessi, sotterranei non agibili, presenza di amianto e alcuni lavori conclusi ma senza modificare gli...
LANCIANO . Percorsi differenziati difficili da ricavare, cantieri infiniti e che bloccano vari accessi, sotterranei non agibili, presenza di amianto e alcuni lavori conclusi ma senza modificare gli spazi rendendoli più fruibili. Per operatori e utenti muoversi nell’ospedale Renzetti non è affatto semplice e la messa in funzione ieri dell’ascensore della palazzina con Radiologia, Cardiologia e Utic, ha solo acceso la speranza almeno di poter finalmente avere un ascensore per il trasporto pazienti e uno per vitto e biancheria.
Viste le difficoltà, la mancata sicurezza, i fondi governativi, torna in auge il tema del nuovo ospedale atteso in città da decenni, con un progetto fatto già nel 2016 per un monoblocco nell'area attuale, ma che resta nei cassetti. «È ora di intervenire», dice il consigliere regionale Francesco Taglieri, «l'ospedale di Lanciano, dopo Avezzano, è quello con più urgenza di lavori definitivi da parte del governo Marsilio. È il momento di attivarsi e realizzare una nuova struttura per offrire servizi finalmente efficienti a un bacino di utenza da 150mila cittadini». E le criticità sono diverse per Taglieri, anche su lavori appena finiti. «Cominciamo dalla ristrutturazione di un ascensore non più a norma e, all'interno del quale, non c'era spazio sufficiente per i letti per il trasporto dei pazienti», dice il consigliere. «I lavori sono appena stati conclusi ma gli spazi non sono stati modificati di un centimetro. Significa che il problema del trasporto dei pazienti rimane, inoltre, non si sa cosa quale sia la sua destinazione d’uso: per i pazienti? Il vitto? La biancheria sporca o pulita?».
Proprio il nuovo ascensore dovrebbe differenziare i percorsi dei pazienti da quello del vitto e della biancheria, ma dalla Asl non arrivano conferme. «Per poter invece dividere gli accessi al poliambulatorio», riprende Taglieri, «per l’uscita si deve usare la scala antincendio. Così i tanti pazienti ortopedici usando quella scala, scomoda e pericolosa per una persona con difficoltà motorie, rischiano di doversi ricoverare di nuovo. Sono poi di complicata tracciabilità i percorsi Covid: i soli spazi possibili da sfruttare sarebbero quelli interrati, ma non hanno avuto l'agibilità dai vigili del fuoco». (t.d.r.)

