Troppi tagli, Pupillo si ribella

Esposto cautelativo alla Corte dei conti: «Lo Stato si assuma le responsabilità»
CHIETI. Un esposto “cautelativo” alla Procura della Repubblica, alla Prefettura, e alla Procura della Corte dei conti per denunciare la situazione insostenibile nella quale versano le Province a causa dei tagli imposti dallo stato nel corso degli ultimi tre anni, «affinché vengano valutate eventuali condotte illecite omissive e/o commissive». A presentarlo è stato il presidente della Provincia di Chieti, Mario Pupillo (nella foto), che ha raccolto l’invito del presidente nazionale dell’Upi (Unione province italiane), Achille Variati alla luce del fatto che il Governo non ha ancora iniziato a lavorare su un decreto che gli enti locali aspettavano per fine febbraio. «Abbiamo bisogno, con urgenza», scrive Pupillo nell’esposto, « di un provvedimento che preveda le risorse necessarie a erogare i servizi essenziali e alcune misure contabili per chiudere i bilanci di previsione entro la data di scadenza del 31 marzo prossimo, altrimenti dichiariamo il dissesto. La situazione è drammatica e siamo preoccupati». Nell’esposto si evidenzia la situazione particolare della provincia di Chieti che, tra l’altro, versa in predissesto finanziario dal 2011: «Appare evidente, come sia impossibile con questi prelievi da parte dello Stato (52,25% delle entrate proprie) assicurare una corretta manutenzione ordinaria dei circa 1.800 chilometri di strade e i circa 244.000 metri quadrati di superficie scolastica. Per il 2017 la situazione è resa ancora più critica dalla calamità naturale di gennaio. Noi amministratori provinciali per senso di responsabilità, stiamo facendo l’impossibile per garantire questi servizi essenziali per le nostre comunità, ben sapendo che la situazione di difficoltà amministrativa e finanziaria in cui versano i nostri enti ha pesanti conseguenze su noi stessi, sui dirigenti e sui funzionari responsabili, dal punto di vista della responsabilità amministrativa, erariale, civile e penale. È tempo che il Governo e il Parlamento si assumano le nostre stesse responsabilità nei confronti del Paese».(a.b.)

