«Troppo fango sulla d’Annunzio»

Di Stefano invita vertici e lavoratori ad una tregua «per il bene dell’ateneo»
CHIETI. «Ormai è un anno che l'Università "Gabriele D'Annunzio" compare sui giornali quasi esclusivamente per colpa delle beghe gestionali e di polemiche che sfociano anche in contenziosi di carattere giudiziario». È lo sfogo dell'onorevole Fabrizio Di Stefano (FI), che aggiunge: «Conclusa la campagna elettorale a Chieti, posso dire con tranquillità ciò che penso, senza pericolo che mi si incolpi di voler strumentalizzare una realtà così importante quale quella universitaria. Questo Ateneo, fortemente voluto ed integrato nel territorio» sostiene ha saputo distinguersi e raggiungere livelli qualitativi alti, balzando agli onori della cronaca sempre in positivo. Da troppo tempo, tuttavia, si assiste ad un fenomeno denigratorio, che non fa che danneggiarne l'immagine con una ricaduta negativa, anche in termini economici, sull'intero territorio. L'Università e le città che l'accolgono sono infatti realtà parallele e comunicanti, la cui sinergia produce effetti positivi su entrambe. Ecco che allora il quadro conflittuale che emerge, ormai con cadenza troppo frequente, danneggia tutti». «Dietro la D'Annunzio» prosegue Di Stefano «c'è stato negli anni l'apporto di tutto il territorio e, di conseguenza, anche della sua classe politica, che hanno reso l'Ateneo ciò che è oggi. In primo luogo penso all'encomiabile lavoro del corpo docenti, sia presente che passato, che le ha conferito lustro e prestigio, rendendolo polo attrattivo per migliaia di studenti provenienti da tutta Italia. Il mio» puntualizza « è un richiamo al senso di responsabilità da parte di chi, da qualche anno, è stato chiamato alla guida politica ed amministrativa di questa grande risorsa per la nostra zona». Sussistono dei problemi interni? È la domanda che pone ai vertici della d’Annunzio il parlamentare di Forza Italia e se fosse così «allora vanno affrontati e risolti possibilmente presto e bene, senza rincorrere i titoli di giornale, che non fanno bene all'immagine dell'Università. Da parte non solo mia, ma di tutta la classe politica abruzzese, penso ci sia la disponibilità a lavorare in positivo. Ma deve esserci lo stesso spirito collaborativo dell'Università d'Annunzio, soprattutto lì dove le diatribe riguardano l'Ateneo ed il Cus, i dipendenti e la direzione amministrativa, i ricercatori ed il corpo docente con l'amministrazione, giacché in questi ambiti di competenza la politica può ben poco. L'unica cosa che ci è possibile fare, è dichiararsi disponibili, come sto facendo io in questo momento, a coadiuvare operazioni di mediazione, qualora ci venisse richiesto. Ma una cosa è certa» conclude Di Stefano, «questa parte dell'Abruzzo pretende da chi ha ruolo e responsabilità le risposte positive che ci sono dovute».

