Troppo rumore, il rione non dorme

24 Dicembre 2023

Condizionatore delle Poste sempre acceso: protestano 36 famiglie di via Rosato

LANCIANO. Da un mese e mezzo una quarantina di famiglie dell'area residenziale tra piazza Miscia, via don Minzoni e via Rosato non dormono più. La causa risiede in un rumore assordante proveniente dall'impianto di condizionamento per il riscaldamento e il raffreddamento degli ambienti interni installato a servizio degli uffici postali di via Rosato. L'apparecchiatura consiste in un’imponente struttura in ferro posta all'esterno e in una zona retrostante l'edificio che ospita le Poste, con ben sei ventole che funzionano 24 ore su 24 e che non possono essere spente. I residenti dei condomini Oasi, palazzine A e B sono esasperati. Il rumore è così forte da impedire il riposo notturno e da rendere comunque disagevole anche la convivenza nelle ore diurne con il rumore. «Abbiamo interpellato chiunque», spiega Carmine Aimola, uno dei proprietari delle abitazioni tra via don Minzoni e piazza Miscia in rappresentanza di circa 36 famiglie, «a partire dall'amministratore di condominio, fino all'Arta, al Comune, alla polizia municipale. Abbiamo scritto anche alla sede centrale delle Poste a Roma, ma ad oggi nessuno ci ha potuto dare risposte concrete e nessuno ha potuto fare niente. Chiediamo che l'impianto venga abbassato o quanto meno spento nelle ore notturne, perché il rumore è davvero forte e fastidioso».
Nei giorni di vento il rombo, molto forte anche a distanza di metri, viene percepito anche in altri palazzi della zona, non ricadenti su via Rosato. «Abbiamo richiesto all'Arta Abruzzo e alla Asl», prosegue Aimola, «un intervento per la misurazione di intensità sonore provenienti dai condizionatori, oltre alla rilevazione della misura delle distanze minime di confine tra le macchine dei condizionatori e la mia proprietà. Secondo quanto stiamo constatando ormai da quasi due mesi è che le emissioni sonore superano la normale soglia di tollerabilità, tanto da arrecare disturbo alla quiete pubblica, finanche nelle ore notturne e nei giorni festivi.
Finora, però, l'Arta e tutti gli uffici interpellati non ci hanno potuto dare risposta», conclude il residente, «siamo solo venuti a sapere che l'impianto non può essere spento perché per caratteristiche tecniche e funzionali del macchinario è necessario mantenere la temperatura costante restando sempre acceso. Ma per noi è una condizione non più sopportabile».
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