«Troppo tardi il vertice del 6 ottobre»

Atessa. I sindacati chiedono all’azienda di anticipare l’incontro a Roma con il ministero. Prosegue lo sciopero a oltranza
ATESSA. Continua lo sciopero, sostenuto dalla Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil, alla Honeywell: i lavoratori chiedono un piano industriale di lunga durata, vero e credibile e soprattutto che una delle aziende leader in Val di Sangro non sia spostata in qualche paese dell’Est. Continua quindi lo sciopero, e sarà ad oltranza. I 420 dipendenti dell’azienda però non sono soli: dalla loro hanno un territorio, partiti politici, amministrazioni comunali, associazioni. Ieri la partecipazione è stata del 100 per 100. Una voce non confermata è che dovrebbe esserci il 6 ottobre un incontro tra il governo e i vertici francesi dell’azienda. Poi, dopo quattro giorni, i sindacati dovrebbero andare al ministero. I sindacati non ci stanno a queste date e chiedono che gli incontri romani siano ampiamente anticipati.
Ciò che si chiede è un piano industriale di lunga durata con investimenti su nuovi prodotti e nuove tecnologie. Il rischio da scongiurare è che i fondi europei portino il lavoro in Slovacchia e chiudano Atessa. «Convocare un nuovo incontro al ministero dello Sviluppo economico con la partecipazione dei vertici americani e francesi della Honeywell per avere sul tavolo un piano di rilancio del sito della Val di Sangro», è quanto chiede il segretario regionale dell’Udc, Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia, comune interessato alla vertenza. L’Udc Abruzzo ha diffuso un documento, a firma dei segretari regionale e provinciale Di Giuseppantonio e Andrea Buracchio, in cui si sostiene: «L’azienda è in utile e non si comprende quali siano le ragioni per le quali ci si trovi a dover affrontare una situazione come questa. Le giustificazioni sulla “sicurezza” addotte dalla Honeywell dopo gli ultimi eventi sismici che hanno interessato l’Abruzzo non trovano riscontro nella realtà. Quel che invece preoccupa è l’intenzione di voler spostare la produzione in Slovacchia. Non accettiamo questa ipotesi e ci schieriamo a fianco dei 420 lavoratori e alle loro famiglie in difesa dell’occupazione». Oggi “Articolo 1-Mdp provincia di Chieti” sarà davanti ai cancelli per solidarizzare con i lavoratori della fabbrica a serio rischio delocalizzazione. «La fabbrica sita in Val di Sangro è a tutti gli effetti un’eccellenza nel proprio settore: non si capisce quale possa essere il reale motivo della delocalizzazione, dato che attualmente non c’è nessun problema di riduzione di commesse. Articolo 1 difenderà i lavoratori della Honeywell con tutti i mezzi a disposizione. I nostri rappresentanti istituzionali, sia parlamentari sia consiglieri regionali, sono a disposizione per qualsiasi iniziativa i lavoratori vorranno intraprendere per difendere i 420 posti di lavoro. Le istituzioni regionali e il governo devono intervenire».
Solidarietà con le maestranze della Honeywell è data dal comitato politico “Forconi-La voce del popolo”. «Ma come è possibile», afferma Antonio Turdò, coordinatore regionale del movimento, «che una azienda e una produzione considerata tra i migliori siti produttivi in Europa venga subissata dal back up attivo in Svolacchia? Come mai la proprietà americana che ha sempre considerato una eccellenza la fabbrica di Val Di Sangro oggi segue le “desiderata” della gestione francese che mira a sminuire se non addirittura a chiudere l’impianto atessano?».
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