Trovate 500 banconote false: in un anno sequestri raddoppiati

È di 25.650 euro il valore dei pezzi contraffatti tolti dal mercato nel 2022 in tutta la provincia di Chieti Il denaro farlocco è stato utilizzato principalmente nei centri commerciali e negli autogrill autostradali
CHIETI. Nel 2022 le banconote contraffatte sequestrate dalla guardia di finanza del comando provinciale di Chieti sono raddoppiate rispetto al 2021. Nell’anno appena trascorso è di 25.650 euro il valore dei 500 pezzi falsi scovati dalle fiamme gialle; nei dodici mesi precedenti, invece, ne erano stati tolti dal mercato 264 per un totale di 12.455 euro.
I NUMERI
Tornando al 2022, al primo posto nella classifica delle banconote farlocche c’è il taglio da 50 euro (398 esemplari, per un valore di 19.900 euro), seguite da quelle da 20 euro (45, per un totale di 900 euro) e, quindi, da 100 euro (37 biglietti, per un corrispondente valore di 3.700 euro); a seguire, si rilevano quelle da 10 euro (12 pezzi) e 6 da 5 euro; per quanto attiene, infine, ai tagli di maggior valore, spuntano due banconote da 500 euro. I comuni più interessati al fenomeno sono risultati quelli di Vasto, San Salvo e Lanciano e, in misura minore, Chieti, San Giovanni Teatino e quelli a vocazione turistica. I reati, al momento a carico di ignoti, sono stati segnalatati alle procure di competenza.
I SEQUESTRI
Le banconote sequestrate sono essenzialmente riconducibili a due gruppi. Il primo: quelle spese nei centri commerciali, negli esercizi della grande distribuzione, nei supermercati e negli autogrill con annessi distributori, che vengono ritirate dagli istituti di vigilanza. Del secondo gruppo, invece, fanno parte le banconote versate nella cassa continua degli istituti di credito.
I CONTROLLI
La Banca d’Italia, ricevute le banconote “sospette” dagli istituti di vigilanza e dalle filiali sparse sul territorio, le sottopone all’accurata verifica del Centro nazionale analisi (Cna) e, selezionate quelle accertate essere contraffatte, le consegna periodicamente alla Sezione tutela economia delle fiamme gialle di Chieti. Tocca poi ai finanzieri interessare la Procura della Repubblica competente, in considerazione del luogo in cui la banconota è stata scambiata, ed eventualmente avviare specifiche indagini con l’obiettivo di scoprire, dove possibile, il potenziale “spacciatore” e ricostruire l’intera filiera del falso, oltre che eventuali collegamenti con episodi criminali che hanno interessato la provincia teatina. Il compito di vigilanza sul settore è stato affidato alla guardia di finanza dal decreto legge del 2016, «nella duplice funzione di polizia economico-finanziaria e di polizia giudiziaria, volta alla ricerca, prevenzione e repressione dei reati contro la “fede pubblica” e “della falsità in monete, in carte di pubblico credito e in valori bollati” del codice penale, a corollario di una generale salvaguardia del risparmio dei consumatori e del sistema finanziario».
IL COMANDANTE
«Sempre alta deve essere l’attenzione del cittadino nella ricezione e spendita delle banconote, anche senza tralasciare quei minimi segni che possano celare tanto un’abile quanto una grossolana contraffazione», dice il colonnello Michele Iadarola, comandante provinciale della Finanza. «La contraffazione esiste ed è sempre esistita, quindi il fenomeno – sempre produttivo per la criminalità organizzata – vedrà necessariamente la guardia di finanza costantemente all'erta sul fenomeno perché le tecniche contraffattive si evolvono, si affinano e rendono più difficile scoprire la falsità della carta moneta. La salvaguardia del risparmio dei consumatori e la tutela del sistema finanziario passa anche attraverso questa tipologia di analisi statistiche e strategiche per individuare i flussi di movimento delle banconote contraffatte e i luoghi di maggiore spendita, proprio per individuarne tutta la filiera, dalla “stampa” al loro “uso” negli esercizi commerciali e in circostanze dove risulta più facile la loro diffusione senza particolari forme di controllo da parte di chi le incassa».
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