Trovati assegni e libri mastri degli usurai

Nel blitz della polizia a Vasto, San Salvo e Gissi sequestrati ai 18 accusati anche cambiali e atti di compravendita di immobili
VASTO. Sono diventati 4 gli arrestati nell’ambito dell’operazione “Repulisti” che conta in tutto 18 indagati. Una non è ancora in carcere. Quando è scattato il mandato d’arresto, P.D., 47 anni, di Manfredonia (Foggia), residente a Gissi, era in Romania. L’uomo su consiglio del difensore, l’avvocato Antonello Cerella, pare stia per tornare a Vasto per costituirsi in commissariato. E.D.O., 37 anni di Atessa, anche lui residente a Gissi, è invece rimasto nel carcere di Lanciano 48 ore. Da ieri, dopo la convalida dell’arresto per il solo reato del possesso di banconote false, è ai domiciliari. Gli altri due indagati arrestati, F.C., 37 anni, di Termoli, residente a Vasto, ed E.B., 44 anni, di Vasto, sono rinchiusi rispettivamente nelle carceri di Larino e Chieti. Saranno interrogati lunedì in videoconferenza assistiti dai difensori, gli avvocati Francesco e Arnaldo Tascione e Francesco Bitritto.
ATTI DI VENDITA E LIBRI MASTRI. Gli altri indagati ai domiciliari, verranno ascoltati nei giorni a seguire. Non sarà facile il compito dei loro difensori, gli avvocati Pino Sciarretta, Massimiliano Baccalà, Alessandro Orlando e Angela Pennetta. In mano agli investigatori, oltre alle armi, alla droga e alla banconote sequestrate, c’è una montagna di documenti. Cambiali, assegni, carte che attestano la compravendita di immobili e soprattutto libri mastri. Elenchi scottanti ed eloquenti. Fogli che potrebbero provocare un terremoto.
LA PROCURA. Non a caso il procuratore di Vasto, Giampiero Di Florio, nella conferenza stampa con il questore Ruggiero Borzacchiello, ha parlato di «criminalità economica strisciante con ramificazioni anche fuori Abruzzo». E poi ci sono le intercettazioni telefoniche. Anche in questo caso i dialoghi registrati dalla polizia coordinata dal vicequestore aggiunto Fabio Capaldo, raccontano anni di violenza e vessazioni. L’indagine è concentrata sull’inferno subito dal 2015 ad oggi da un operaio oggi 40enne, ma la Procura cerca altre persone che come lui potrebbero essere finite nel giro dell’usura. «Denunciate subito», ha ripetuto il procuratore Di Foglio, «è in momenti di crisi come questo», ha proseguito, «che la criminalità colpisce di più».
COME AGIVANO GLI INDAGATI. La vittima che ha avuto il coraggio di denunciare, è finito in mano agli strozzini per colpa della depressione che lo ha avvicinato alla droga. Sono diverse le persone accusate di avergli ceduto cocaina o altre sostanze. Ognuna di loro ha preteso dall’ex operaio sempre di più. Il quarantenne è stato minacciato, picchiato, sequestrato. Anche i suoi genitori hanno subito violenze e sono stati ridotti sul lastrico.
IL SODALIZIO. Le indagini hanno rivelato un sistema di adescamento messo in atto da un sodalizio strutturato e agguerrito. Ognuno agiva singolarmente ma per gli inquirenti si può parlare di collusione. Benché già in passato colpiti dall’azione delle forze dell’ordine e della magistratura, alcuni degli indagati hanno tenuto inalterata la loro forza, consolidando la loro posizione con nuovi adepti e con una capacità di spingersi oltre i confini regionali e nazionali. Le indagini approfondiranno anche l’aspetto del reinvestimento del denaro estorto e la provenienza delle banconote false.
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