Trovato il corpo del prof scomparso

11 Giugno 2014

Il mare lo restituisce all’altezza di Lesina, il giallo finisce in tragedia: Micozzi riconosciuto dai parenti grazie ai vestiti

FILETTO. Le speranze si sono spente per sempre ieri mattina davanti a quel corpo che il mare ha restituito all’altezza di Lesina in provincia di Foggia. Solo i vestiti indossati nel giorno della misteriosa sparizione hanno permesso ai parenti di riconoscere Giovanni Micozzi, 58 anni, ex docente di greco nei licei classici di Lanciano e Ortona e dipendente delle biblioteca De Titta di Lanciano.

Tre mesi è durato il giallo del professore scomparso e cercato ovunque, per mare e per terra, ma morto affogato nello stesso giorno della sua scomparsa al porto di Ortona. Era il 10 marzo scorso quando la Fiat Panda del docente residente a Filetto venne trovata parcheggiata nello scalo marittimo ortonese. Il primo indizio che fece subito pensare al peggio era la chiave inserita nel cruscotto. Solo ora, però, possiamo dire che l’epilogo della tragedia si consumò subito. Micozzi si sarebbe tolto la vita, ma non ci sarà mai alcuna certezza. In quei giorni, invece, scattarono imponenti ricerche sia in mare, da parte della Capitaneria di porto, sia sulla terra ferma, grazie alla polizia e ai carabinieri.

La fotografia del professore venne diramata alle questura e alle caserme di tutt’Italia e agli appelli lanciati attraverso il Centro dagli amici più stretti di Micozzi e soprattutto dalla sorella Marina, docente a Viterbo, si unì subito la trasmissione Chi l’ha visto?

Per la sorella, il professore sparito doveva essere cercato nelle stazioni ferroviarie del centro e nord Italia. Sceso dall’auto, in preda a uno stato confusionale che gli fece lasciare le chiavi inserite, Micozzi poteva essere salito sul primo treno di passaggio.

Almeno così la sorella sperava che fosse andata. Invece Micozzi era già morto in mare e in novanta giorni le correnti lo hanno trasportato in direzione sud, verso i paesaggi ameni del Gargano. A Lesina si è concluso il suo ultimo e tragico viaggio. Ma il corpo non è riaffiorato ieri.

Per diversi giorni è rimasto senza un nome fino a che la notizia, attraverso la rete delle questure italiane e gli elenchi degli scomparsi negli ultimi mesi, è arrivata a Chieti da dove è partita la comunicazione per i parenti del professore.

I vestiti sono stati l’unico segno di riconoscimento.