Trovato l’accordo per il tribunale unico

26 Gennaio 2018

Oggi i sindaci presentano la proposta in Regione: Vasto manterrebbe la sezione penale, Lanciano civile e lavoro

LANCIANO. Trovato l’accordo tra i sindaci Mario Pupillo e Francesco Menna, per provare a salvare i tribunali di Lanciano e Vasto ed evitare che l’Abruzzo meridionale sia privo di presidi di giustizia. Oggi la proposta di accordo viene presentata alla Commissione tribunali d’Abruzzo, coordinata da Giuseppe Di Pangrazio, presidente del consiglio regionale, che mira a salvare almeno due dei quattro tribunali destinati alla chiusura, ovvero Lanciano, Vasto, Avezzano e Sulmona. Lanciano e Vasto presentano una proposta di unione dei due tribunali che, sulla carta, sono già chiusi. A tenerli aperti è la terza proroga concessa dal Governo nel gennaio 2017 e che vale fino al 2020. Ma c’era una clausola: trovare in questi tre anni un’intesa per salvarne almeno uno. «E l’intesa è stata trovata dopo diversi incontri», dice Pupillo, «l’ultimo mercoledì sera nella sala consiliare di Lanciano. Con noi i presidenti degli Ordini degli avvocati di Lanciano, Silvana Vassalli, e Vasto, Vittorio Melone, e i consiglieri di maggioranza. Il nostro è stato un percorso condiviso con l’obiettivo di dare ai cittadini garanzie di sicurezza ed evitare loro disagi e costi notevoli da sostenere per raggiungere altre città. I nostri presidi di giustizia sono fondamentali per un territorio esteso che rappresenta la voce importante dell’export della Regione». Sono un ricordo le discussioni, le porte chiuse in faccia a Lanciano da Vasto nel gennaio 2012. «Abbiamo definito il documento finale che domani (oggi per chi legge, ndc) presenteremo insieme alla commissione all’Aquila», dice Menna, «un lavoro frutto di più incontri, condiviso con gli ordini forensi, che presenteremo anche ai consigli comunali. Definisce una sintesi tra i presidi». La proposta è quella di un tribunale unico Lanciano-Vasto (il nome è solo indicativo e in ordine alfabetico) con articolazioni sul territorio e diviso in base alle necessità di ognuno. Ad esempio Vasto e il suo territorio di confine, che duplica in estate, con problemi legati alla malavita potrebbe avere la sezione penale, mentre Lanciano, tra i tribunali più antichi d’Italia e proteso verso la zona industriale maggiore del centro sud, avrebbe la parte civile e del lavoro. La Procura avrebbe una sede centrale, verosimilmente, a Vasto e una succursale a Lanciano. I dettagli della proposta saranno svelati nell’incontro in programma a Lanciano il 1° febbraio, alle 17 nella Casa di conversazione, e organizzato da Progetto Lanciano. Spetterà ad ogni modo al prossimo Governo decidere se accogliere l’istanza, anche se il sogno resta quello di avere una nuova riforma della geografia giudiziaria che possa salvare sia Lanciano che Vasto.
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