Truffa 22 investitori: broker a processo

Fondi per 320mila euro finiti sul suo conto. Il raggiro scoperto dalla Finanza: l’attività illecita sottoposta a tassazione
LANCIANO. Convince 22 risparmiatori ad affidargli i soldi per fare investimenti facili e remunerativi, ma anziché investirli, quei soldi, circa 320.000 euro, li dirotta sul suo conto corrente. Con l’accusa di truffa e falso è finito questa mattina a processo F.S., 53 anni, residente a Vasto, promotore finanziario frentano. L’indagine che ha portato al processo, ma anche alla cancellazione dell’uomo dall’albo dei promotori finanziari e al recupero alle tasse di oltre 300.000 euro, l’ha condotta la guardia di finanza della compagnia di Lanciano guidata dal capitano Francesco Dascanio.
C’è chi gli ha affidato i risparmi di una vita, chi quei pochi soldi messi da parte con tanti sacrifici, chi cifre più consistenti, in tutto 22 persone a cui negli anni aveva carpito la fiducia. Lui, F.S., promotore finanziario di un istituto di credito con filiale a Lanciano però, quella fiducia, l’ha tradita. In base all’indagine delle fiamme gialle coordinate dalla Procura di Lanciano, F.S. quei soldi li ha sì investiti, ma sul suo conto corrente. Il broker finanziario avrebbe convinto i risparmiatori a farsi dare i soldi con la promessa di investirli in strumenti finanziari pubblicizzati come altamente remunerativi: investimenti facili, sicuri e redditizi in tempi anche brevi. Una proposta allettante a cui i 22 clienti non hanno saputo dire di no.
Una volta ottenuti i soldi, mentre i clienti andavano via dall’ufficio speranzosi di nuovi guadagni, lui agiva, non facendo però gli investimenti promessi. Attraverso l’emissione di assegni bancari a firma falsa dei clienti ignari o assegni circolari sempre con firme false, distraeva i soldi e li occultava esibendo documenti di sintesi di portafoglio falsi. I soldi, in tutto circa 320mila euro sarebbero finiti su conti bancari riferibili al broker, che oggi finisce a processo per truffa e falso.
In seguito all’inchiesta a F.S. è stata inibita l’attività di intermediario finanziario ed è stato quindi cancellato dal relativo albo ministeriale. I militari di Lanciano, chiusa la parte penale dell’indagine, sono andati avanti con quella fiscale. Sono riusciti a ricondurre a tassazione come reddito imponibile alla persona fisica le somme sottratte - quegli oltre 300mila euro - qualificandole come provento da attività illecita. Insomma è stato “risarcito” l’erario grazie al lavoro delle fiamme gialle. Oggi si apre in tribunale la parte penale dell’inchiesta, quella relativa alla truffa. Nel corso delle udienze l’uomo potrà dare la sua versione dei fatti. Sarà poi il giudice Andrea Belli a tiare le somme.
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