Truffa ai distributori Obbligo di firma per otto

27 Dicembre 2014

Atessa, chiavette clonate in 4 stabilimenti per prendere snack e bevande gratis Gli arrestati lasciano il carcere dopo la sentenza del tribunale del Riesame

ATESSA. Hanno ottenuto l’obbligo di firma tutti e sette gli operai Fiat arrestati dai carabinieri di Termoli nell’ambito dell’operazione “Chiavetta magica”. Lo ha deciso, martedì sera, il tribunale del Riesame, in seguito della discussione dei numerosi ricorsi presentati dai difensori dei lavoratori coinvolti nella mega-truffa delle chiavette clonate per l’acquisto di snack e bibite dai distributori di quattro stabilimenti Fiat del Centro sud Italia. Tra questi c’è anche la Sevel di Atessa. Anche il presunto capo dell’organizzazione, il 52enne dipendente dello stabilimento di Termoli che si trovava ancora in carcere, è tornato in libertà con l’obbligo di firma. «Siamo soddisfatti», ha commentato l’avvocato Michele Liguori, difensore del capo del gruppo di operai finiti nell’inchiesta, «possiamo affrontare con serenità il processo».

I sette erano stati arrestati lo scorso 9 dicembre, insieme ad altre 8 persone finite ai domiciliari, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, riciclaggio e alterazione strumenti di pagamento. Oltre cento sono gli indagati, sempre operai, tra dipendenti diretti della Fiat e collaboratori di ditte esterne, che utilizzavano le chiavette. Il gruppo si faceva consegnare la chiavetta scarica dagli operai e, dietro il pagamento di cinque euro, ne riconsegnavano un’altra con un credito di 15 euro, da consumare nei distributori automatici di bevande degli stabilimenti Fiat, società che ha in gestione i distributori automatici. Il giro d’affari era arrivato, in meno di un anno, a oltre 300mila euro. Alla società che ha in gestione i distributori non arrivava nemmeno un euro, ma a suo carico c’erano i costi della continua rifornitura di bevande e snack nelle fabbriche Fiat di Termoli, Pratola Serra (in provincia di Avellino), Foggia e alla Sevel di Atessa.

Stefania Sorge

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