Truffa alle finanziarie, in 13 a processo

Avrebbero incassato 227mila euro. Ai tre, considerati i capi dell’organizzazione, è contestata l’associazione a delinquere
LANCIANO. Avrebbero truffato 5 società finanziarie incassando quasi 230mila euro in 4 anni. Ora sono in 13 a processo con l’accusa di truffa in concorso. Per tre di loro, Gianfranco Rossi, 50 anni, di Lanciano, Vito Vacante, 47 anni, di San Vito Chietino, e Fabrizio Santilli, 42 anni, di Cupello, ritenuti i capi dell’organizzazione, l’accusa è di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e simulazione di reato. Il giudice Marina Valente ha fissato la prima udienza al 4 ottobre. Alla sbarra, oltre ai tre presunti capi dell’organizzazione, andranno anche Angelo Rossano Guerrini, 51 anni, di Lanciano, Jerzy Kowalski, 57 anni, di Poggio Sannita, Stefania Berardi, 38 anni, di Pescara, Lucia Cadeddu, 48 anni, di San Vito Chietino, Leo Del Gesso, 43 anni, di Mafalda, Roberto Di Santo, 58 anni, di Montenero di Bisaccia, Nicola Liberatore, 77 anni, di Casoli, Antonio Polsoni, 58 anni, di Fossacesia, Massimo Trivilini, 38 anni, di Santa Maria Imbaro, e Valeriano Crisante, 45 anni, di Pescara. Parti offese 5 società finanziarie: due di Torino, una di Milano, Bologna e Firenze. Queste in 4 anni, dal 2008 al 2012, avrebbero perso un totale di 227.331 euro, finanziamenti concessi alle persone finite a processo, che si sarebbero prestate al “gioco” di Rossi, Vacante e Santilli. Per l’accusa i tre, gli unici accusati di associazione a delinquere dedita alle truffe ai danni di finanziarie, predisponevano documenti falsi per chi richiedeva i finanziamenti: così ottenevano i soldi e poi non onoravano il prestito. In particolare Santilli dirigeva l’organizzazione utilizzando l’attività di mediatore creditizio titolare dell’ufficio “Eurys soluzioni finanziarie” ad Atessa, predisponeva la falsa documentazione necessaria per ottenere i soldi, buste paga e Cud. Rossi e Vacante procacciavano i clienti, scegliendo persone in difficoltà economiche, prive di protesti e di altre situazioni pregiudizievoli, che presentavano la richiesta con la falsa documentazione. Ad esempio con Crisante ottennero un finanziamento di 36.240 euro esibendo il Cud 2011 dell’uomo con un reddito di quasi 80mila euro invece dei reali 19.780 euro. Con finanziamenti da 5mila a 36mila euro avrebbero truffato le finanziarie di 227mila euro. I tre devono rispondere anche di simulazione di reato. Per la Procura Santilli disponeva e i due eseguivano false denunce. Tre quelle fatte ai carabinieri di San Vito e Lanciano tra 2011 e 2012 per aver subito il furto di un’auto, di un libretto degli assegni e di un notebook. Rispetto ai tre presunti capi, gli altri imputati hanno posizioni marginali.
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