Truffa dell’olio con gli assegni del morto

In due si presentano nelle aziende agricole con una bambina e si spacciano per ristoratori: spariti prodotti tipici per 5mila euro
CHIETI. Pagavano tutto con assegni falsi: erano fotocopiati e intestati a una donna morta da quasi un anno. Così una coppia di truffatori seriali si è fatta consegnare, senza tirare fuori un centesimo, partite di olio extravergine d’oliva e costosi prodotti tipici. I carabinieri hanno smascherato un uomo di 43 anni, residente a Pescara, e una donna di 38 anni, di origini dominicane: raggiravano i titolari delle aziende del Chietino spacciandosi come collaboratori di un noto ristorante di Montesilvano e presentandosi agli appuntamenti con la loro bimba di 2 anni. Una strategia per conquistare in fretta la fiducia degli interlocutori e apparire affidabili.
L’obiettivo preferito della coppia erano i produttori di olio, le cui quotazioni sono salite nell’ultimo periodo a causa di annate poco proficue. In un solo giorno ne hanno ingannati due nel territorio di Bucchianico. Come ricostruito dai carabinieri della locale stazione, coordinati dal maggiore Massimo Capobianco e diretti dal luogotenente Pietro Mangiapia, la strategia dei truffatori era sempre la stessa. In estrema sintesi, curavano ogni dettaglio per sembrare persone eleganti e cordiali. L’uomo raccontava particolari della sua vita privata: «Lei è la mia seconda moglie», ripeteva alle vittime, «e io mi prendo cura anche di sua figlia». Il mese scorso, il primo ad essere imbrogliato è il proprietario di un oleificio. Il truffatore fa precedere l’acquisto da una telefonata in cui si accredita come parente di due coniugi di Bucchianico conosciuti dall’interlocutore. Poi prenota un’ingente quantità di olio e si dà appuntamento con il commerciante per la consegna. Il 43enne, accompagnato da una donna che presenta come sua moglie e dalla figlioletta di lei, paga l’ordine con un assegno. Almeno all’apparenza non c’è nulla di irregolare. A distanza di qualche ora, però, ecco la doccia gelata. Il commerciante va in banca per incassare e scopre che quell’assegno è un falso d’autore: si tratta di una fotocopia quasi perfetta fatta da un carnet vero intestato all’ex titolare del ristorante dato come referenza, una donna deceduta da tempo. L’esercente prova a ricontattare l’uomo al telefono, ma non riceve risposta.
Con lo stesso meccanismo viene truffato anche il titolare di un’altra attività commerciale di Bucchianico, che rifornisce l’uomo e la sua compagna con olio extravergine d’oliva e vari prodotti: dalle cipolline alle melanzane, dai pomodorini ai carciofi, dalle cime di rapa ai peperoni. Il danno stimato per i due produttori si aggira intorno ai 5mila euro, considerando che hanno perso sia la merce che il denaro. Le vittime presentano querela e i carabinieri avviano le indagini, identificando subito i responsabili. Già in passato il 43enne è finito nei guai per episodi analoghi avvenuti a Chieti e nel circondario. Per la coppia, dunque, scatta una denuncia alla procura teatina con le accuse di concorso in truffa e sostituzione di persona: le vittime hanno riconosciuto in foto sia l’uomo che la donna. L’inchiesta va avanti: c’è il fondato sospetto che i due abbiano raggirato anche altri commercianti della zona.

