Truffa della biancheria, il giro si allarga

Ingannata famiglia di 8 componenti con le vendite porta a porta: 350mila euro di contratti per coperte, lenzuola e tovaglie
CHIETI. Spuntano nuove vittime della truffa della biancheria. Non solo il caso di una donna di 62 anni: anche un’altra famiglia che vive alle porte di Chieti è finita nel tranello. A tal punto da firmare contratti per la fornitura di lenzuola, piumoni e asciugamani e raggiungere, a causa di una serie di raggiri, la cifra di 350mila euro. Una signora di 55 anni, che ha coinvolto suo malgrado anche i parenti, solo dopo aver sborsato circa 40mila euro ha capito di essere stata imbrogliata e si è decisa a bloccare il pagamento delle somme restanti. Poi si è rivolta all’avvocato Fabiana Desiderio dello studio Buracchio di Chieti: a giorni verrà formalizzata la querela davanti ai carabinieri che, giovedì scorso, hanno già denunciato per un caso analogo una venditrice porta a porta che lavora per un’azienda di Frosinone e il suo responsabile.
Il sospetto, diventato ormai quasi una certezza, è che i due fatti siano collegati tra loro. La società laziale di biancheria è la stessa (non indichiamo il nome perché le indagini sono in corso) e ad entrare in azione è stata sempre una donna che è riuscita a conquistare la fiducia di una casalinga per poi irretirla. Le prime forniture erano di un centinaio di euro. Ma le cifre sono cresciute a dismisura con il passare delle settimane, arrivando anche a 8mila euro mensili. In sostanza, sfruttando l’ingenuità della cliente, la venditrice l’ha convinta a firmare contratti ambigui, scritti a mano e con indicazioni sommarie per comprare coperte, piumoni, asciugamani, lenzuola, tovaglie, tovaglioli, strofinacci, presine da cucina. Non solo: la vittima denuncia di essersi vista arrivare pagamenti con cifre diverse rispetto a quelle pattuite. Senza considerare che solo una parte della merce è giunta a destinazione e che alcuni contratti sono stati sottoscritti a nome di altri sette familiari della donna, che naturalmente erano all’oscuro di tutto. «Intestiamoli ad altri componenti della famiglia», ha insistito la truffatrice. «Bisogna evitare di caricare troppi ordini sulla stessa persona». Quando la donna ha capito di essere stata imbrogliata e ha stoppato i versamenti, sono iniziate le pressanti telefonate della venditrice a tutte le ore del giorno. Quest’ultima, in un’occasione, è arrivata persino a presentarsi a casa della malcapitata per chiedere spiegazioni e convincerla a tirare fuori altri soldi. Ma la 55enne, che nel frattempo aveva raccontato tutto ai suoi parenti, si è affidata all’avvocato Desiderio.
L’inchiesta dei carabinieri della compagnia di Chieti, al comando del maggiore Massimo Capobianco, è dunque destinata ad allargarsi. Gli investigatori invitano eventuali altre vittime a presentare immediatamente denuncia.
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