Truffa delle assicurazioni Tre indagati ad Atessa

Agenti e sub-agenti nei guai per i falsi certificati di residenza degli automobilisti L’inchiesta della polizia stradale di Lanciano dopo la denuncia di due compagnie
LANCIANO. Era un sub-agente della Val di Sangro a procacciare i clienti campani per stipulare polizze più convenienti e truffare così le compagnie assicurative locali. È lui uno dei 51 indagati nella truffa alle assicurazioni, scoperta con indagini della Procura e della polizia stradale di Lanciano. L.T., 45 anni, residente ad Atessa, girava i contraenti all’agenzia in cui lavorava la moglie, M.D., 40 anni, anch’essa indagata, e per un’altra agenzia della Val di Sangro per cui lavorava. S.B., 43 anni, originario di Acerra e residente ad Atessa, aveva il compito di falsificare i certificati di residenza.
L’indagine è partita alla metà del 2013 dopo l’esposto di due compagnie assicurative che avevano notato un numero eccessivo di campani residenti in diversi comuni del Chietino i quali avevano stipulato polizze Rca auto. Il sospetto era che i certificati di residenza fossero falsi. La polizia stradale di Lanciano, coordinata dal comando provinciale dove domani si insedia il vicequestore aggiunto Francesco Cipriano, ha indagato per un anno e mezzo con rilievi tecnici, perquisizioni in Campania, in sub-agenzie e case private, e nelle compagnie assicurative di Lanciano e Atessa. Sono stati sentiti, come persone informate dei fatti, più di cento residenti campani. Le false residenze accertate sono a carico di circa 400 campani, che in otto anni hanno truffato lo Stato e le compagnie assicurative.
Era L.T. a scendere in Campania a procacciare i clienti per stipulare poi, con false attestazioni di residenza, le polizze nell’agenzia della moglie o nell’altra per cui lavorava. Erano gli stessi residenti campani a richiederlo poiché nella loro regione le tariffe sono molto più alte rispetto alla provincia di Chieti, perché variano in base all’indice di rischio. Per fare un esempio: assicurare una Fiat Punto, con la stessa classe di merito, in Campania costa 1.500 euro; in provincia di Chieti un terzo, 500 euro. Il sostituto procuratore del tribunale di Lanciano Rosaria Vecchi, titolare dell’indagine, ha chiesto il rinvio a giudizio per 51 persone, tra cui 46 contraenti campani. Oltre ai tre residenti ad Atessa, ci sono due di Lanciano, originari di Acerra e Napoli. Il reato loro contestato è di concorso in truffa allo Stato e alle compagnie assicurative. Il risparmio sulle polizze ammonterebbe a decine di migliaia di euro. In vari casi sarebbero stati falsificati anche i passaggi di proprietà dei mezzi.
Stefania Sorge
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