Truffa delle auto, raggirati anche 10 vastesi

Larino, cinque indagati per la vendita sul web di veicoli di grossa cilindrata a prezzi vantaggiosi
Truffa delle auto vendute a prezzi ultra vantaggiosi. Il maxi raggiro che ha mietuto decine di vittime in tutta Italia approda in tribunale. L’udienza preliminare a carico dei cinque indagati è fra un mese a Larino. Dieci le vittime di Vasto e dintorni che si costituiranno parte civile in aula. A rappresentarle sarà l’avvocato Sebastiano Del Casale.
«Le vittime sono centinaia spalmate in tutta Italia. Era impossibile non cadere nel tranello: auto di tutte le marche a prezzi vantaggiosi. Occasioni imperdibili per chi era intenzionato ad acquistare una vettura scovando l’affare sul web», racconta Del Casale.
In realtà, l’affare lo aveva fatto il titolare di una concessionaria di Castelpetroso (Isernia) che con la complicità di altre quattro persone ha raggirato 97 persone. Un business che, secondo la polizia stradale che lo ha smascherato, si aggira sul milione di euro. «Di sicuro nella rete di quell’uomo sono finiti i miei clienti di Vasto», annota l’avvocato Del Casale. «Il tono rassicurante del concessionario, le immagini mostrate e le garanzie promesse li hanno tratti in inganno», racconta il legale. «Qualche cliente ha perso circa 7.000 euro, altri poco meno. Quando hanno visto che le macchine non arrivavano hanno deciso di andare a Castelpetroso e hanno scoperto il raggiro. Non hanno potuto fare altro che denunciare la truffa alla polizia sperando di essere risarciti almeno in parte», prosegue Del Casale.
Fra un mese l’aula del tribunale di Larino sarà affollata di persone che aspettano il risarcimento. Pare che nella rete siano cadute anche vittime residenti in Inghilterra e Francia.
Non è stato facile per la polizia stradale raccogliere elementi. Tutto era architettato alla perfezione. «I miei clienti si sono messi in contatto con il presunto titolare della concessionaria versando l’acconto su Posta pay. Al momento della consegna è arrivato il primo disguido», racconta l’avvocato vastese. «Poi ne sono arrivati altri, fino all’amara scoperta».
Non è escluso che altri abruzzesi siano finiti nella rete. «Probabilmente è così. Lo scopriremo in aula», dice Del Casale.
Già in passato, gli accusati avevano avuto problemi con la giustizia. (p.c.)
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