Truffa telefonica, perde tutto l’oro
Madre lancianese cade nell’inganno dei falsi assicuratore e carabinieri
LANCIANO. La banda della truffa telefonica è tornata in città lunedì con una diabolica romanzata che ha gettato nella disperazione una madre di famiglia in un pomeriggio da incubo. La donna aveva appena terminato il pranzo senza immaginare cosa stava per accaderle di lì a poco. Erano le 14 quando il suo telefono di casa inizia a squillare senza pause.
Il primo interlocutore si qualifica come impiegato di una compagnia assicurativa che con garbo e buona scelta dei tempi le chiede il numero di cellulare del figlio per un problema alla polizza assicurativa della sua auto. A questo punto scatta la prima variabile dei malviventi che iniziano a bombardare il figlio con richieste fantasiose e inviti a feste e riunioni in luoghi sconosciuti tanto che il malcapitato è costretto a spegnere il telefonino.
La raffica veniva fatta con un computer e questa in gergo hacker si chiama "Denial of Service" perché rende alla lunga indisponibile il servizio, in questo caso il cellulare dell’utente. La donna ha avuto appena il tempo di posare la cornetta che subito ritelefona un presunto avvocato dell’assicurazione che spiega il problema all'auto del figlio fermato poco prima dai carabinieri e trovato con la polizza scaduta paventando così pesanti guai giudiziari all'autista.
La mamma inizia a piangere e l'interlocutore le prospetta la possibilità di trovare 4.000 euro come pegno cautelativo per rilasciare il congiunto specificando che in caso di mancanza di denaro potevano andare bene anche gioielli e ori che sarebbero stati restituiti subito dopo le formalità giudiziarie, annunciando anche l'arrivo in casa di un incaricato per il prelievo dei monili e offrendo alla pensionata un numero telefonico di garanzia dove però a rispondere erano gli stessi malfattori.
Un istante dopo al telefono della signora giunge anche una chiamata di carabinieri (fasulli) per sollecitarla a chiudere il caso. La pensionata non ha potuto fare altro che racimolare i monili d'oro che aveva in casa e aspettare che il malfattore andasse a ritirarli. Nel giro di pochi minuti si è presentato a casa sua una persona alta, educata e ben vestita che le ha assicurato la restituzione dell'oro dopo aver certificato l'innocenza del giovane. Il dramma si è esaurito solo quando la pensionata è stata raggiunta dall’amato figlio. La coppia si è immediatamente recata a sporgere denuncia ai carabinieri.
Arnolfo Paolucci

